In punta di cuore. Ottavio Mario Mai
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In punta di cuore. Ottavio Mario Mai

Una ricca antologia dedicata alla vita e alle opere di Ottavio Mario Mai, con brevi schede di tutti i suoi film, tredici suoi racconti presentati da Laura Costa e molte sue poesie. Il volume contiene un intervento di Andrea Benedino, fondatore del circolo Arcigay “Ottavio Mai” e diversi articoli-testimonianza di personalità come Giovanni Minerba, suo compagno di vita, Alessandro Golinelli, Gaetano Capizzi, Alberto Barbera, Gianni Volpi, Stefano Della Casa, Tonino De Bernardi, Alessandra Pieracci, Fabio Bo e Gianni Rondolino di cui riportiamo uno stralcio: “…al di là dell’opera filmica di Ottavio Mai – che esiste e rimane, e può essere continuamente vista e rivista, e giudicata – c’era la sua straordinaria vitalità organizzativa e l’eccezionale curiosità culturale. Una vitalità e una curiosità che hanno dato vita non soltanto, direttamente, alla sua opera filmica, così sfaccettata e ricca d’una molteplicità di elementi significativi (e di errori, ovviamente, di ingenuità, ma anche e soprattutto di prove e sperimentazioni, tentativi e scommesse), ma più ancora a quel festival del cinema con tematiche omosessuali “Da Sodoma a Hollywood”, che è tuttora un punto di riferimento sul duplice versante del cinema in senso stretto e della cultura “alternativa” in senso lato. Un festival, quello da lui inventato e diretto in collaborazione con Giovanni Minerba, che si è collocato, pur tra difficoltà d’ogni genere, e incomprensioni, intolleranze, diffidenze, ostilità, come una delle più interessanti e significative manifestazioni culturali torinesi che hanno ampiamente oltrepassato i confini della città, per raggiungere i Paesi più lontani. Non è poco, nella breve vita di un uomo che “si è fatto tutto da solo”. E quel non poco va difeso, proseguito, ampliato, perché il cammino da lui intrapreso non porta a un luogo deserto, inospitale, arido, improduttivo, ma ad un terreno fecondo, che è poi il terreno del confronto intellettuale, dello scambio culturale, della sperimentazione artistica, della suggestione estetica. Un terreno su cui si può costruire il dialogo fra esperienze e culture diverse, fuori dai rigidi schemi delle ideologie, dentro invece il grande alveo della politica intesa come vita sociale e civile.”

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