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Quando il cinema diventa magia, senza frastuoni, senza dinamismi esteriori, tutto solamente in immagini capaci di farci scoprire i sentimenti e i turbamenti dell’anima della protagonista, una sorprendente debuttante Joslyn Jensen. Il film inizia mostrandoci una bella e giovane donna seduta su un traghetto che la sta portando a Whidbey Island. Sembra persa nei suoi pensieri. L’acqua è grigia e le nuvole sono basse. Un impiegato del battello sta facendo pulizie. Arrivata sull’isola, entra nella città e noleggia un trasporto per la sua destinazione. L’autista è affascinato dalla sua bellezza. Lei, per niente turbata, lo guida verso la sua destinazione, una casa sul lato sinistro della strada. Paga la tariffa, raccoglie il suo bagaglio e cammina verso la casa portandosi dietro la sua rumorosa valigia a rotelle e scompare, secondo la vista dell’autista, dietro alberi e cespugli. Dopo un attimo di silenzio l’autista fa retromarcia e si riavvia verso la città. Dopo un’altro attimo vediamo la donna riapparire da dietro i cespugli, assicurarsi che non ci sia più nessuno, e riattraversare rumorosamente la strada dirigendosi verso una casa sul lato opposto, la sua vera destinazione… Spero che questo sia sufficiente per farvi capire l’atmosfera del film, che, vi assicuro, non è per nulla noiosa ma sempre ammaliante e intrigante. Seguiremo la ragazza per tre giorni nel lavoro di accudimento di un anziano catatonico costretto alla sedia a rotelle mentre i suoi parenti sono andati via per una breve vacanza. Stupefacente è la carica erotica che il film riesce a trasmettere quasi in ogni sequenza: la pulizia del vecchio corpo, l’inattesa erezione, l’orgasmo al computer, il visitatore lascivo e soprattutto il desiderio che la protagonista esprime verso la sua amante che al momento è racchiusa dentro le immagini del suo iphone. Aggiungiamo la bellezza del paesaggio (la scena del cervo nel cortile della casa è incantevole), il gioco della luce nelle immagini, l’intensità dei colori, la vicinanza delle nuvole e delle montagne, la mescolanza di codici rurale e cittadini, ecc. Un film meraviglioso e affascinante che incomprensibilmente è stato presentato fuori concorso al Sundance 2011, dove però non è passato inosservato dalla Giuria che lo ha premiato con una Menzione Speciale. Un regista da tenere sotto stretta sorveglianza.

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Without is set on a remote wooded island. Here, a young woman, Joslyn, becomes caretaker to an old man trapped in a wheelchair and in a vegetative state. She has no cell signal, no access to the Internet and is only a year removed from high school. Processing a hefty personal grief, Joslyn vacillates between finding solace in the old man’s company and feeling fear and suspicion towards him. As the days wear on, her isolated routine devolves into a struggle with sexuality, guilt and loss.

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