Will You Still Love Me Tomorrow?

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Will You Still Love Me Tomorrow?

Nella Taiwan di oggi s’intrecciano le storie di due coppie sull’orlo di una crisi di nervi. Dopo nove anni di matrimonio e un figlio con Feng, Weichung, sobillato dall’amico gay Stephen, riscopre la sua vera sessualità e inizia un affaire clandestino. Sua sorella Mandy scarica il fidanzato San-San tra le corsie del supermercato, sentendosi soffocata da una vita ripetitiva e prevedibile. In realtà ha solo le idee poco chiare, come denota il desiderio di diventare una star delle soap opera. Nel frattempo Feng, all’oscuro dei tradimenti del marito, sente crescere il desiderio di diventare nuovamente madre. Ma le traversie che le due coppie si troveranno ad affrontare sono solo all’inizio… Frizzante commedia romantica che indaga sui turbamenti e le crisi della borghesia orientale, presentata alla Berlinale 2013, ispirata alle sophisticated comedies hollywoodiane e affidata ad una fotografia colorata e pop. Colonna sonora d’antan, con tanto d’immancabile karaoke. (Togay)

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NOTE DI PRODUZIONE:

Every wedding photo book exudes sweet romance between the newly-weds. Feng and Weichung’s was no exception. People have always deemed them a match made in heaven. They were each other’s childhood sweethearts, and their puppy love eventually blossomed into a relationship which led them to walk down the aisle at just the right time. Shortly afterwards, they had their son Awan, and it seemed like the young family of three would live happily ever after.
??“I am definitely the happiest woman in the world” Feng thinks to herself every morning when she wakes up. Until one day, she notices Weichung’s increasingly unusual behavior, and fears that he might leave her some day and takes away everything. Meanwhile, her sister-in-law, Mandy, also has her own relationship problems with her fiancé, San-San. When Mandy goes shopping with him in a super market one day, she suddenly has a feeling that their relationship might end up in a rut of habitual dependence. Consumed by her insecurity and anxiety, she then decides to bail on him right after their engagement ceremony. What does love and happiness mean? How good it would be if we could keep loving someone forever, until the end of time???
After his first feature, Au Revoir Taipei, Arvin Chen teamed up with executive producer Lieh Li to make this warm and affectionate film. Will You Still Love Me Tomorrow? Defies the clichés of romantic comedies and tackles the dilemmas and conundrums in the relationships and lives of modern men and women.

CRITICA:

Will you still love me tomorrow?, applauditissimo film della sezione Panorama, queer movie piacevole, divertente e delicato. Impossibile non esserne conquistati. Chiedetelo alla donna tedesca alla mia sinistra in sala, calice di vino rosso in mano che rischiava di fuoriuscire ad ogni pericolosa oscillazione provocata da convulse risate. O alla coppietta di fidanzatini di nazionalità dubbia dall’altro lato, in preda a spasmi per risate e con gli occhi luccicanti incollati al mosaico dei personaggi di questo affascinante racconto.
Taiwan, oggi. Weichung è un simpatico oculista di mezz’età, da poco diventato dirigente del negozio di occhiali per cui lavora. Tutto sembra andare a gonfie vele: il lavoro è alle stelle, sua sorella Mandy sta per sposarsi, sua moglie Feng è pronta per un altro bambino. La sera di festa in preparazione alle nozze della sorella, però, tutto è destinato a cambiare bruscamente… un terremoto rivoluzionerà la sua tranquilla e lineare vita familiare. Una semplice pausa alla toilette, e Weichung rincontra dopo tanto tempo l’amico Stephen, fotografo matrimoniale e di moda, palesemente gay. Scopriamo solo ora che Weichung è un omosessuale che si è autocostretto a reprimersi, a risposarsi e a garantire un futuro alla famiglia, ma le parole di Stephen prima e l’incontro con un affascinante uomo d’affari da Hong Kong lo costringeranno a fare i conti con la sua vera natura, a cui non si possono voltare le spalle. Nel frattempo la figlia Mandy è in preda al panico da matrimonio e scarica il fidanzato San-San (un pacato e quasi flemmatico “lavoratore di bulloni”): entrambi sprofondati in una tristezza abissale, lei impegnata a ingozzarsi di ramen guardando improbabili soap infinite, lui che tenterà in ogni modo di riconquistarla, assistito dai dubbi “consigli” della banda di fotografi omosessuali (gli stessi amici del protagonista Weichung). Così, tra una serenata hawaiiana (con tanto di luci e gonnellino) e discoteche gay piene di vita, tra la moglie Feng sempre più triste e impegnata in esilaranti esibizioni energiche al karaoke aziendale (chissà perché nei film orientali si finisce sempre a fare il karaoke) e il fotografo arcigay sposato con una direttrice marketing arcilesbica per mera questione di immagine, si dispiega un racconto corale che unisce l’ilarità e la delicatezza, diventando manifesto positivo in cui i veri amori e le vere identità trovano le loro risoluzioni.
I paradossi del tentativo di omologarsi alla società e alle convenzioni, e il loro inevitabile scioglimento.
La domanda del titolo diventa allora una domanda a stessi e alle persone che ci stanno intorno. E’ la domanda di Weichung alla moglie, per cui prova affetto ma non l’amore passionale. La domanda che fa al suo nuovo ragazzo, in un momento così delicato, a cavalcioni tra due parti di sé. Ed è la domanda che pone a sé stesso. Ma c’è anche il rapporto, tutto eterosessuale, tra la bella Mandy e lo “squadrato” San-San, ingenuo e un po’ sprovveduto ma dai sentimenti sinceri, e il disorientamento di fronte agli impegni, la paura di rovinare l’amore. Geniale la commistione e il ribaltamento tra il film e le soap opera di cui Mandy si nutre voracemente, col mise en abyme che vede il protagonista della soap uscire dagli schermi (La rosa purpurea del Cairo woodyalleniana docet, ma anche l’assai più vicino a noi Ladri di saponette di Nichetti) e farsi spalla della ragazza in crisi: “Ma questo è peggio della mia soap!”
Intuizioni felici, racconto corale appassionante e mai noioso, con una struttura circolare che si apre e si chiude nel segno dello stesso evento (una circolarità come un anello nuziale, a pensarci bene). Il film di Cheng è divertente, con risate che fanno lacrimare e provocano i crampi, senza esser mai ridicolo. Anzi, diventa capace di dipingere l’amore (tra sessi opposti o uguali) con un approccio caldo, vivace, riccamente colorato. Diventando piacevole film di guida ai reali sentimenti della persona. (Luca Chiappini, everyeye.it)

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For nine years, Wei-chung (Richie Jen) has been cozily married to Feng (Mavis Fan) while holding down a steady job at a Taipei optical shop. Feng, who often shirks her work duties to take care of their young son, Awan (Chang Wei-ning), starts to worry when an impending company merger signals possible layoffs. She also suspects Wei-chung of infidelity when he keeps putting off having another baby.
At an engagement party for his sister Mandy (Kimi Hsia), Wei-chung bumps into wedding photographer Stephen (Lawrence Ko), a blast from his gay past. His inner longings stirred by this encounter, Wei-chung later furtively responds to the advances of a male customer, Hong Kong flight attendant Thomas (Wong Ka-lok). Meanwhile, Mandy gets pre-wedding jitters and leaves her wussy fiance (Stone) stranded in a massive supermarket, holing herself up for a Korean TV drama marathon and devouring enough cup noodles to feed Pyongyang.
Chen perceptively acknowledges the double standards in Taiwan’s metrosexual yet Confucian society, where having a vibrant gay community doesn’t mean being accepted by one’s parents, as demonstrated by Stephen’s on-paper marriage to a lesbian. Still, the film delicately avoids any Sturm und Drang when it comes to Wei-chung’s in-and-out-of-the-closet dilemmas. His attraction to Thomas is expressed as a rekindling of a childlike joy and an escape from humdrum existence, beautifully captured in a scene in which he gazes into Thomas’ eyes using a slit-lamp microscope.
“Will You Still Love Me Tomorrow?” is thus a sweet romantic comedy rather than a coming-out film, yet still in tune with Taiwanese cinema’s proliferation of ditzy, feel-good commercial youth films on the subject of gay love. However, as the characters’ romantic and professional troubles come to a head, the narrative gracefully eases into soul-searching drama, culminating in a touchingly open ending in which all four of them, especially Feng, take bold steps in realizing the meaning of happiness. Ultimately, the film is about the surprises life springs on everyone, no matter how well they plan for it.
Although the pacing is more laidback than in “Au revoir Taipei,” the humor more rooted in believable (if bizarre) real-life situations than in slapstick shenanigans, the comic timing remains spot-on and the jokes fetchingly offbeat in an utterly Taiwanese way. Occasional fantasy sequences are a refreshing touch, playfully channeling Woody Allen, Jacques Tati and Jacques Demy, though they don’t have quite the stylistic panache needed to gel with the more realistic scenes.
Chen pulls off a mini-coup in casting most of his leads against type. With his mixture of innocence and sexual repression, singer-thesp Jen subverts but never mocks his dorky, decidedly straight screen image in past films like “Summer Holiday” (2000). Fan possesses the deepest emotional range, limning Feng’s growth from a meek white-collar drone to someone who dares to show anger and embrace change; the actress’ background as an edgy singer-songwriter proves crucial in a magical scene in which her zombie-like karaoke rendering of the title song segues into a sparkling musical number.
Stone, guitarist for rock band Mayday, is endearing as a good-natured dweeb, and his budding friendships with Stephen and his clique are more involving than his shallow relationship with spoiled airhead Mandy.
Polished tech package creates a workaday but pleasant ambience largely through Hsia Hsiao-yu’s bright, fluid lensing and Justin Guerrieri’s unobtrusive editing. The working title was “Afternoon Delight,” named after a gay club in the film; the current Chinese title translates as “Remember to Fall in Love With Me Tomorrow.” (Maggie Lee, Variety)

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