Voyage

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Voyage

Per sconfiggere la depressione che lo attanaglia, un giovane psichiatra parte da Hong Kong per un viaggio solitario in barca lungo la costa del sud-est asiatico. Mentre è in mare, riporta sul suo computer le vicende di alcuni suoi ex-pazienti scomparsi prematuramente: storie di suicidi, di perdite, di amori non corrisposti che vanno a comporre il mosaico di episodi in cui è diviso il film, fino al grottesco finale. Visionario, surreale, poetico e a tratti ironico, Voyage è un film “per coloro che credono che non ci sia fine al viaggio della vita, ed è dedicato alle persone che se ne sono andate ma che non hanno mai lasciato i nostri cuori” (Scud). Sceneggiatore, produttore e regista, Danny Cheng Wan-Cheung, in arte Scud, è uno dei nomi più interessanti e originali del cinema cinese contemporaneo. Nel 2005 ha fondato la casa di produzione indipendente Artwalker. Ha scritto e diretto Permanent Residence (2009), Amphetamine (2010) e Love Actually… Sucks! (2011). Voyage è il suo primo film girato interamente in inglese e con location internazionali, da Hong Kong alla Mongolia, dall’Australia alla Malesia, da Amsterdam ad Hannover. (Gender Bender)

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Young psychiatrist Ryo attempts to find catharsis by ruminating on the stories of his patients who have taken their own lives. While on a lone voyage off the coast of Southeast Asia, he writes about each patient, the film staging each of these vignettes in a beautiful surrealist landscape. As Ryo tries to find solace, he realizes that life and death are both part of the same great journey in this surprisingly playful meditation on depression.

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