Voci lontane . . . sempre presenti

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Voci lontane . . . sempre presenti

‘Voci lontane… sempre presenti’ è un piccolo grande film da amare, con folgorazioni visive straordinarie, momenti di intensità e rigore filmici magistrali (vedi l’uso del colore), pensati e realizzati sull’onda della commozione ma anche distanziati dallo stile e da un senso comune del pudore che non permette di inserire l’autore nella casella dei romantici spudorati. Davies è regista personalissimo, convinto che un uomo li possa valere tutti, e non ha problemi nel parlare dei suoi problemi, dell’invadenza paterna, dell’amore assoluto per la madre, della violenza della religione. E’ cinema in stato di grazia, e quel che più importa è un cinema che ciascuno può indossare e misurare sulla propria coscienza, riuscendo a trovare, attraverso l’eco di un’emozione privata, un brivido che ci riguarda tutti. Che è poi, diciamolo, il lasciapassare della poesia.” (Maurizio Porro, ‘Il Corriere della Sera’, 23 Novembre 1988)

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Durante la seconda guerra mondiale, a Liverpool, tre giovani fratelli – Eileen, Maisie e Tony – crescono ossessionati dai contrasti con il padre che continuamente sottopone a violenza la moglie quando tenta di opporsi alla sua ira. Divenuti adulti, dopo che il padre, prima di morire, ha riconosciuto i suoi torti, i tre si sposano in tempi diversi: ma ognuno dei tre, il giorno delle nozze, avverte la mancanza del genitore, ricordandolo nei suoi rari momenti di umanità.

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