Virgo dai colori primari

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Virgo dai colori primari

La tematica della storia è l’amore narcisista. A volte ciò che le persone amano è la propria immagine riflessa nell’altro e questo al di là dei rapporti di coppia. La vicenda è ambientata ai giorni nostri, in una città non meglio precisata. Protagoniste della storia sono due ragazze: Ester, fotografa di professione, è una ragazza sulla trentina, la sua bellezza selvaggia racchiude una personalità forte e ambigua; Sara,studentessa ventenne, minuta e bellissima ha un carattere più dolce e sensibile. La storia narra la vicenda di un sequestro-confronto. Sara si troverà suo malgrado rinchiusa da Ester in uno stanzino buio,ignara delle sue vere motivazioni/intenzioni. Nascerà un confronto e l’oscillare dell’emozioni sarà dato dall’incomunicabilità tra le due ragazze dove Ester, in stato di confusione e in verità concentrata più su se stessa,rivivrà con la mente le tappe principali del loro rapporto. Nel loro primo casuale incontro incroceranno gli sguardi ed Ester vedrà la sua immagine riflessa, filtrata dagli occhi di Sara, bella come mai l’aveva vista prima. Nascerà così un morboso sentimento verso quella che considererà la sua immagine perfetta e di conseguenza verso Sara. Riuscirà a ritrovare la ragazza e ad instaurare con lei un rapporto d’amicizia che si concluderà nel sequestro quando apprenderà la notizia del suo imminente trasferimento. I flashback andranno a ritroso nel tempo, dal sequestro sino alla purezza dei primi incontri che la porteranno a scoprire una nuova verità, quella di poter vivere nel ricordo a patto che sia l’ultimo. Dopo aver rubato un ultimo sguardo libererà Sara, senza darle spiegazioni sull’accaduto e deciderà di levarsi la vista per custodire per sempre la sua immagine definitiva ed evitare così che altre possano sporcarne il ricordo. (Omovies)

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trailer: Virgo dai colori primari

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Girato in soli tre giorni nel periodo di Natale , con un tempo atmosferico non dei migliori – precisa il regista Egidio Ferrara – il cortometraggio Virgo dai colori primari dimostra di essere il frutto positivo di una grande passione, la passione per un cinema vissuto e percepito a tutto tondo. Cinema inteso come linguaggio tecnico/comunicativo, come messaggio culturale, come fantasioso spazio dove si giocano abilità umane e professionali. E Santa De Santis, che incarna il personaggio di Esther, nel ricordare l’ottimo rapporto instaurato con il regista, afferma: “ Il cinema indipendente per la capacità di creare situazioni di intenso confronto e quindi di crescita personale e professionale andrebbe sostenuto molto e di più e non ritengo equilibrate le scelte economiche di peso devolute per la maggior parte a film lanciati magari a tavolino, venduti come successi prima ancora dell’iniziale ciack”. Francesca Spinella è Sara, l’altra protagonista, ed è alla sua prima esperienza cinematografica : “Per la mia prima volta davanti alla macchina da presa –confessa- mi sono completamente affidata”. In poco più di dieci minuti, sullo sfondo di una fotografia di un realistico ma deciso sapore antico, sono i primi piani degli occhi, la luce degli sguardi a scandire la storia di Esther e Sara, due donne messe a confronto per le scelte di vita, che intrecciano i loro percorsi con paura, coraggio, attesa. Non a caso il corto si apre e si chiude su un giocattolo/ orologio a cucù. Selezionato per lo short film corner del Festival di Cannes 2011 -un’esperienza paragonata dai protagonisti ad un giro su una giostra confusionaria e totalmente spettacolare- il corto è stato presentato per la prima volta a Napoli al Blu di Prussia, in collaborazione con l’associazione imprenditori di sogni e la Scuola di Cinema di Napoli (di cui ci ripromettiamo di parlare) . (R. Felerico, denaro.it)

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