Vicky Cristina Barcelona

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Vicky Cristina Barcelona

Vicky (Rebecca Hall), sensibile e vicina alle nozze, e Cristina (Scarlett Johansson), esuberante e in cerca di avventure, sono due amiche americane che decidono di passare le vacanze estive a Barcellona. Il soggiorno spagnolo diverrà per entrambe fonte di vivaci avventure personali e sentimentali grazie all’incontro con il pittore Juan Antonio (Javier Bardem) e con la sua ex María Elena (Penelope Cruz).
L’amore lesbico di Maria Elena con Cristina è solo una brevissima parentesi: inizia nella camera oscura dove la ragazza sta sviluppando le sue foto e va avanti fino a coinvolgere Juan Antonio in una serena parentesi di vita a tre. Nessuno scandalo, Woody Allen filma lunghi, languidi baci (nel buio della camera oscura), ma non va oltre: «Le persone sono molto complicate – osserva l’autore -, per questo è spesso tanto difficile tenere in piedi le relazioni. Certe volte all’equilibrio di una coppia manca solo un piccolo dettaglio, qualcosa di trascurabile che invece si rivela fondamentale, come il sale in una pietanza. Così può succedere che aggiungendo un pizzico di qualche altra cosa un legame riesca a funzionare». «Non c’è stato proprio niente di erotico durante le riprese. Siamo arrivati sul set al mattino, abbiamo provato le luci, provato e riprovato i movimenti delle due attrici, abbiamo girato e ce ne siamo andati tutti a pranzo, come se avessimo appena terminato una scena qualunque. Però a dire la verità non ho mai visto il set affollato come quel giorno». Woody Allen risponde ad una domanda di Alessandra De Luca per Ciak (giugno 2008) sul film.

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6 commenti

  1. Un flop..
    Allen sfruttò astutamente la ‘pruderie’ del bacio saffico per attirare pubblico al cinema, ma delude molto in questo film..

    Meno male che si è rifatto con ‘basta che funzioni’, dove è ritornato il ‘mitico’ Allen, con la sua tipica comicità un po’ cinica e sarcastica!

  2. Molto carino, con la fotografia davvero spettacolare. Mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi, molto definita e chiara. Sopratt il personaggio di Cristina che non sa quello che vuole ma sa quello che NON vuole mi è sembrato molto reale. Anche la rassegnazione di Vicky alla vita ke aveva deciso è molto comune.
    E Allen è sempre un genio, secondo me, anche se in questo film non si ride molto. Ciau <3

  3. Skippy'90

    Mi è piaciuto tanto questo film sull’amore, sul triangolo amoroso che coinvolge le due protagoniste e il pittore e la moglie instabile. I personaggi sono caratterizzati bene, l’ambientazione rende la storia ancora più bella. Guardatelo

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“Applausi convinti e sonori ululati hanno accolto Il nuovo film di Woody Allen ‘Vicky Cristina Barcelona’, dal nome delle due protagoniste e della città dove passeranno un’estate che non dimenticheranno facilmente. Due reazioni in qualche modo giustificate perché il film ha momenti davvero esilaranti (soprattutto per merito di Javier Bardem e Penélope Cruz) e altri decisamente macchinosi e fin troppo didascalici, con una voce fuori campo invadente fino al fastidio. (…) E un finale di sconfitta per tutti sembra la morale piuttosto disincantata di un Woody Allen che ha messo da parte le riflessioni morali sulla colpa e la responsabilità e si diverte a punzecchiare i propri connazionali, incapaci di capire cosa vogliano davvero: se la rispettabilità (e l’agiatezza) borghese o la passione (e l’appagamento) dei sentimenti. Resta da chiedersi se era necessaria la trasferta spagnola per arrivare a queste (semplici) conclusioni, con tutto il corollario di obblighi produttivi e pubblicitari che le coproduzioni ormai impongono. Ma se si vuole (o si deve) fare un film all’anno, certi scotti si devono pagare per forza.” (Paolo Mereghetti, ‘Corriere della Sera’, 17 maggio 2008)

“‘Vicky Cristina Barcellona’ è decisamente meglio di ‘Scoop’ ma un po’ peggio di ‘Hollywood Ending’. E poi ha la pecca di parlare tanto d’amore ma non di farci vedere nemmeno un pezzetto di carne. Si vede che Allen è diventato meno paranoico ma è rimasto ancora un gran moralista. Chi spera di intravedere le grazie di Scarlett o di Javier rimarrà deluso. L’unica che ci mette un po’ del suo è la magica Penelope, tette sì e no dalla scollatura e gambe generosamente scoperte. Meglio di niente, ma proprio di poco.” (Roberta Ronconi, ‘Liberazione’, 18 maggio 2008)

“‘Vicky Cristina Barcelona’ è il nuovo film di Woody Allen. Che quando non ha molto da dire gioca di imitazione e parodia, come nei teneri e feroci pastiches letterari con cui da mezzo secolo celebra e irride i miti midcult. Cosa cercano la bionda Scarlett Johansson e la bruna Rebecca Hall nella sensuale città catalana? La conferma dei loro pregiudizi. E Woody gliene dà a palate demolendo al contempo i propri connazionali, una massa di bacchettoni frustrati e senza immaginazione costretti a vivere di riflesso nutrendosi di benessere e dei miti da loro stessi creati. Il tutto col tocco leggero e un po’ futile del genio in vacanza che si diverte a spingere il gioco dei cliché sempre un po’ più in là del previsto. (…) Si ride molto perché Woody, come l’irresistibile Bardem, gioca a carte scoperte e sa rendere comici perfino espedienti tecnici come il ralenti. Si pensa anche un poco, perché dietro il buffo girotondo pulsano l’ansia nevrotica di Cristina/Scarlett Johansson e la piccineria perbenista di Vicky/Rebecca Hall, indecisa fra il pittore catalano e il suo promesso sposo americano, un buon diavolo affidabile e sexy come un merluzzo. Inutile però cercare profondità, novità e tanto meno scandalo in questo svelto inclusive tour che concede alla curiosità degli spettatori un bacio di pochi secondi fra la Johansson e Cruz, salvo poi mostrare l’effetto che fa il racconto di quel bacio sul fidanzato-merluzzo. Come per ricordarci che comico (e trasgressivo) non è ciò che si fa, ma il nostro modo di guardarlo e di raccontarlo.” (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 18 maggio 2008)

“Le risate e gli applausi non sono mancati, ma alla fine l’ultimo film di Woody Allen, la commedia ‘Vicky Cristina Barcelona’ ha rimediato anche molti dissensi dal pubblico degli addetti ai lavori. Sarà perché da questo autore che con i suoi ultimi film ci ha fatto riflettere su delitti e castighi ci si aspettava molto di più. O forse perché a scene davvero divertenti si mescolano situazioni e morali un po’ scontate.” (Alessandra De Luca, ‘Avvenire’, 18 maggio 2008)

“In ‘Vicky Cristina Barcelona’ di Woody Allen, Javier Bardem incarna l’artista-stallone che proprio Woody Allen talora – inizialmente si credeva che fosse solo autoironia – è stato sullo schermo. (…) La pornografia latente in ‘Vicky..’ è sublimata dal brio, dall’umorismo e dalla bravura degli attori: oltre alla Johansson, la Cruz e Bardem, c’è Rebecca Hall, la meno nota, la più fine. Nessuno di loro era noto come un talento comico, ma tutti sono stati capaci di diventarlo, grazie anche ai bei dialoghi, come quelli di Allen prima maniera. Il soggetto è però ripetitivo e complesso. Si sovrappongono due triangoli amorosi isosceli: al vertice dei lati lunghi, l’ubiquo macho spagnolo fa sue, equanime, le statunitensi Vicky/Rebecca, borghese che cela in sé l’irrequieta, e Cristina/Scarlett, irrequieta che cela in sé la borghese. Più interessante del motivo conduttore da pochade, è l’ironia sui personaggi. Le ragazze sono levigate, ma preda del desiderio, anche se tentano di sublimarlo trovando marito o girando film semi-amatoriali. Innamorate dell’amore, cercano quello
perfetto e acchiappano quel che capita. Non denota grande personalità farsi abbordare da un quasi sconosciuto che propone sesso a tre e reagire l’una solo con parole dilatorie, l’altra accettando! Comunque il film funzionerà per il pubblico, dopo una raffica di opere superflue. Woody Allen ferma il suo declino. In extremis.” (Maurizio Cabona, ‘Il Giornale’, 18 maggio 2008)

“‘Vicky Cristina Barcelona’ è un Woddy Allen piccolo piccolo, inferiore ai tre film londinesi (soprattutto al più bello dei tre, ‘Match Point’) fermo restando che un piccolo Woody è sempre meglio di quasi tutte le schifezze che escono al cinema. E’ un girotondo lieve, senza risvolti gialli dei titoli recenti, e con un sottotesto drammatico che riguarda solo Penelope Cruz, di gran lunga la più brava del cast.” (Alberto Crespi, ‘L’Unità’, 19 maggio 2008)

“Allen scopre la caliente penisola iberica e cerca di riattizzarsi la libido imitando i romanzi libertini del XVIII secolo, prima di parare in un epilogo da “pochade”. Due amiche americane vanno a letto a turno col bel pittore Juan Antonio. Woody si avvoltola nelle proprie fantasie sessuali, rapporti a tre e scene lesbiche (ma il tutto è assai castigato) incluse. Tra l’una e l’altra non rinuncia ai suoi tormentoni favoriti: dalla disquisizione su talento e la genialità all’antipatia per gli americani. Divertente, anche se un po’ meccanico.”(Repubblica, 17 ottobre 2008)

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