Vacationland

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Per questo film il regista ha detto di avere utilizzato le sue esperienze giovanili. Il protagonista Joe, come il regista, ha passato la sua infanzia a Bangor, nel Maine, con la madre single e la sorella Teresa (più vecchia di lui) che vivevano in un noto complesso residenziale chiamato “Capehart Projects”. Molestato all’età di dieci anni, Joe decide comunque di non raccontare a nessuno dell’incidente. Diventa amico di un artista più anziano di lui, di nome Victor, e spera di poter scappare da Bangor col suo aiuto.
Todd Verow: “Si diventa adulti presto in un Capehart Projects. Succedevano sempre cose paurose. Una donna soffocò il suo bambino perchè crdeva che fosse l’anticristo, forse era vero – chi siamo noi per poter giudicare. Non mi sarei sorpreso se l’anticristo avesse scelto quel posto per nascere, o lo stesso Cristo. C’erano ragazzi che bruciavano il proprio appartamento perchè la loro famiglia non gli aveva permesso di vedere il loro programma preferito di Natale, che naturalmente era la sola cosa logica da fare. E poi c’era la donna che aveva ucciso suo marito e lo aveva tagliato in 15 pezzi – solo per essere sicura che fosse morto. C’era la donna che viveva alla porta accanto che fu trovata seduta nella sua macchina nuda con la gola tagliata da orecchio a orecchio, le mani sul volante e gli occhi sbarrati (…) In quel mondo strano mi sembrava che tutto fosse possibile”

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3 commenti

  1. istintosegreto

    Una cittadina dimenticata da Dio che non concede prospettive ai giovani. Quasi un’isola sospesa nel tempo da dove è d’obbligo tentare di fuggire. In questa cornice un’amicizia di lunga durata tra due ragazzi, in modo molto naturale, si trasforma in una tenera storia d’amore. Uniti, fronteggiano un mostro che viene dal passato. Ammiro i cineasti che hanno il coraggio di mostrare un’America diversa da quella dei telefilm.

  2. Assolutamente irreale, ma è proprio questo che si chiede alla “Fabbrica dei sogni” .Verow
    ci dice che anche dopo le più traumatiche esperienze si puo’ricominciare a vivere,se abbiamo
    accanto qualcuno da amare, che ci ami.

  3. Interessante film di Verow, il migliore secondo me. Ritratto di una faccia dell’America che sprofonda sempre di più in una realtà disumanizzazione e alienata, dove la vita viaggia a braccio con la morte,sia essa fisica o metafisica visto che molti vogliono “scomparire” da quella città; morte vista come cosa inevitabile e che ti può liberere da quel squallore che ingiallisce l’anima. Film non esattamente leggero con qualche imprecisione e sviste ma assolutamente da vedere. Mi aspettavo solo un pò più di sex spinto da Verow… Belli e bravi i due protagonisti..che non guasta mai!

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