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Film, evento speciale al BIFEST 2014 di Bari, che racconta 5 storie uniche al mondo in tema di transgenderismo. Cinque vite che appartengono ad un mondo dove è vietato parlare di omosessualità anche se l’omosessualità non è vietata Un mondo che rifiuta la diversità perchè dominato da un modello binario maschile e femminile. Un mondo che rifiuta la ricchezza portata da ogni diversità. Una delle storie raccontate, intitolata “La metarivoluzionaria”, è dedicata all’impegno e all’esperienza di Mariela Castro, figlia dell’attuale presidente Raul, nipote di Fidel, che dice di aver “visto una Cuba completamente diversa da quella che ci raccontano: ho conosciuto una nuova generazione che non vede nell’omosessualità un problema”. Oggi è a capo di un programma della Nazioni Unite che si pone l’obiettivo di favorire i pieni diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transgeder, intersessuali. Sta compiendo una potente rivoluzione culturale all’interno della rivoluzione cubana. L’episodio “La cantantessa” è dedicato a Emily De Salve, la prima cantante lirica transgender al mondo. Vive da donna ma canta con voce da uomo, baritono. Si è dichiarata pubblicamente quando era ancora una studentessa al conservatorio. Nel film intervengono docenti del conservatorio di Lecce Tito Schipa. L’episodio “Il salvatore” è dedicato al cambogiano dr. Preecha T. che opera la riassegnazione di sesso con una tecnica unica al mondo e sta sperimentando con la sua equipe la gravidanza sull’uomo. La famosa transgender spagnola Paula Lupon Moral è stata operata nella clinica del dr. Preecha T. Nell’episodio “Il corridore” ci viene presentato il dr. Domenico Di Ceglie, pioniere nella psichiatria infantile, in particolare nello sviluppo dei minori transgender. E’ stato il fondatore della clinica pubblica Tavistock (prima in Europa e tra le prime 2 al mondo). Ha scritto la prima Linea Guida Internazionale della psichiatria sui minori transgender, ed è stato l’ispiratore e organizzatore del primo convegno al mondo sul tema del transgenderismo minorile. L’episodio “Il pioniere” ci racconta la vicenda di Peter Chan, presidente e CEO della PC Air, prima compagnia aerea del mondo che ha assunto assistenti di volo transgender. Parlano le prime due hostess trangender della compagnia.

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This is an author’s documentary which tells five stories, UNIQUE in the world, around the theme of transgender. 1. Episode. Entertainment; Emily – with the first Opera singer baritone (Transgeder). 2. Episode. Surgery; with the dr. Preecha T. He practices a technique of SRS unique in the world (with Paula Lupon Moral). 3.Episode. Psychiatry; with dr. Di Ceglie is a pioneer in child psychiatry, in particular in the development of young transgender people. 4.Episode. Work: Peter Chan, president and CEO of PC air. He founded the first airline company in the world that employs transgender people as flight assistants. 5. Episode. Human Rights:Mariela Castro ,daughter of the current president Raul, niece of Fidel, after the discrimination in the distant past of LGBT in Cuba, she is today the head of a program initiated by her and carried out to achieve full rights for people who are lesbian, gay, bisexual, transgender, intersex, and hetero.

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INTERVISTA AL REGISTA di polignanoweb.it

L’ultima fatica cinematografica del regista polignanese, Gianni Torres, è pronta. Il documentario si chiama “Unique”, e parla del transgenderismo. L’intervista che segue è l’occasione per parlare del concerto tributo a Modugno che si terrà mercoledì 28 agosto, con ospiti anticipati in esclusiva sul numero scorso de “La Voce del Paese”, e del concerto del 1993.

Gianni cominciamo dal tuo nuovo lavoro. Di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

Si chiama “Unique” ed è un film documentario, il mio primo lungometraggio che racconta cinque storie uniche al mondo in tema di transgenderismo, partendo da Lecce e finendo da Mariela Castro a Cuba, toccando i temi della psichiatria, del lavoro, della chirurgia plastica, dello spettacolo e dei diritti umani. Il mio desiderio, con questo film, affonda nel voler far comprendere a tutti che la persona trans, nasce trans, non lo diventa, quindi si deve educare a far accettare le diversità, non restarne spaventati e avviare una ignorante forma discriminatoria. La società va sempre più appiattendosi, uniformando i comportamenti di ognuno. Tutti pensano e fanno le stesse cose, parlano con gli stessi termini, spesso inconsapevolmente, perché il tuo vicino è come te. Da queste paure affogate nel conformismo nascono le peggiori forme di rifiuto. Queste persone trans soffrono l’inverosimile a causa appunto di società non informate, o peggio beatamente ignoranti. Ognuno dovrebbe fermarsi e cercare di immedesimarsi in vite invivibili, frustrate; qui il sesso non c’entra, è tutta una questione di identità. Semmai c’entra l’amore, il quale la nostra società lo incastona prevalentemente nella superficialità, finendo per svuotare questa meravigliosa parola di ogni suo significato.”

Possiamo definirti un documentarista…

“Essere documentarista è un atto di generosità, unito da arte e sensibilità. Chi va a cogliere storie reali cerca di contribuire alla conoscenza, alla informazione corretta. In questo periodo della mia vita sono interessato a scovare storie che arricchiscono l’anima, nascoste in vari angoli del pianeta.”

Hai più sentito le mamme di San Vito?

“Ho contatti costanti. Mi vogliono bene e io le adoro.”

Vent’anni fa la pace tra Modugno e Polignano. Vuoi raccontarci cosa accadde quell’anno, come hai portato Modugno a Polignano. Quali difficoltà e quali soddisfazioni.

“Pochissimi capirono la mia intuizione, per questo si è perso molto tempo. Modugno è una risorsa e riportarlo a Polignano ha permesso, da quel momento, a questa città di essere conosciuta in tutta Italia. Chiamai Modugno nel 1993 e in modo secco lo invitai. Era felicissimo, anche perché si trovava in una fase discendente molto forte e quell’evento lo riportò in auge. Le difficoltà furono enormi, mi trovai a mettere in piedi una macchina gigantesca praticamente da solo, con appena 13 milioni di lire raccolti tra commercianti e benefattori. Quanto alle soddisfazioni, che dire, se ne parla ancora di quell’evento e resterà nella storia di Polignano e di Modugno.”

Raccontaci pure qualche aneddoto, qualche episodio di quell’esperienza… Sia negativo che positivo…

“Sono un tipo che dalle esperienze negative ne trae sempre vantaggi, non m’incaglio facilmente. La cosa che più mi colpì di quell’evento fu l’aria in paese, la gente era stordita, emozionata, orgogliosa. Da allora tante persone continuano a ringraziarmi, questo mi dà gioia. L’aneddoto locale più significativo fu quando Modugno in dialetto polignanese mi chiese se in una grotta si continuava a prelevare acqua sorgiva per depurarsi…solo chi è di Polignano sa dove si trova quella grotta.”

Vent’anni dopo e la magia in piazza Moro, il prossimo 28 agosto. Che effetto ti fa? Cosa ti aspetti da questo evento e quali consigli daresti all’organizzazione?

“Consigli non ne ho da dare. Sono uno che non vive di passato, guardo sempre al futuro per cui, sulla mia pelle, c’è impresso un ricordo dolce, bello per la mia città, ma passato. Si deve andare oltre.”

Nel 2010 l’attuale sindaco contribuì alla proiezione de “Le mamme di San Vito”. Dalle nostre colonne, ricorderai, sei stato molto critico nei riguardi dell’allora amministrazione. Oggi qualcosa è cambiato? C’è un approccio diverso rispetto alla cultura?

“Questa amministrazione mi ha detto che vorrebbe acquistare dei dvd del film per offrirli come omaggio alle personalità che toccano Polignano, per dimostrare quanto il nostro popolo può fare e fa con il cuore ed il lavoro. Mi sembra opportuna questa richiesta. Giusta.”

Hai per caso avanzato altre proposte all’attuale amministrazione?

“No, sono impegnato con il mio film.”

Ci sono altri lavori in cantiere per Polignano? Cosa stai preparando per il futuro?

“I miei lavori includono sempre Polignano, dovesse essere soltanto per una inquadratura… Per il futuro sto organizzandomi per una nuova produzione che si svilupperà con un nuovo film girato nel mondo.”

Cosa, secondo te, renderà migliore il nostro bel paesello? Cosa potrà determinare un cambiamento?

“L’amore per il proprio paese. Non sopporto più quella gente che lo infanga lamentandosi soltanto perché incapace di cogliere in questo paradiso la qualità della vita. Tutti si lamentano e tutti disperdono energie nel lamentarsi. Io quel tempo lo uso per costruire, non mi accosto al coro piagnucoloso degli inetti! Certo, ci sono tremendi ritardi su infrastrutture e organizzazione della città, questo però non può essere preso a pretesto per criticare e basta. Tutti dovrebbero dedicare a Polignano la stessa attenzione delicata che si dedica ad una madre ed ad un padre. È la nostra terra e come diceva un giorno un amico poeta: “se INIZI A ODIARE POLIGNANO, VUOL DIRE CHE STAI INIZIANDO A CORRODERTI DENTRO.””

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