Uncle David

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Uncle David

David Hoyle ha collaborato alla regia del suo primo lungometraggio ed interpreta il personaggio del titolo di questo sconvolgente racconto che vede protagonisti uno zio e suo nipote (pornstar Ashley Ryder). Unisce un’elevata normalità inglese con la logica della follia. Questa commedia dark con un budget di partenza piuttosto basso è il lungometraggio con cui debutta David Hoyle, che fa anche parte del cast insieme alla pornostar Ashley Ryder nel ruolo di suo nipote. Entrambi gli attori improvvisano le loro battute, cosa che impregna di tensione l’intero film, risollevato dalla tipica atmosfera di un campo di roulotte fuori stagione sull’Isola di Sheppey. La banalità delle conversazioni tra zio e nipote rientrano in un terreno completamente inusuale, quando lo spettatore si rende conto che non solo fra loro c’è una relazione sessuale, ma anche che dietro la loro vacanza ci sono ragioni sinistre. Lo spettatore viene trascinato in un mondo di follia quasi insostenibile, la cui logica evidentemente corrotta è portata avanti con la snervante delicatezza del rapporto zio-nipote. (LLGFF, tr.GB)

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trailer: Uncle David

https://youtube.com/watch?v=Jl67bTS0Tu0%26hl%3Dit_IT%26fs%3D1

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Questa commedia dark, super low budget, mescola dialoghi improvvisati con un canovaccio tragico classico, condito di humour british. David Hoyle (the uncle) e Ashley Ryder (the sexy nephew), sono guidati sul set da Gary Reich, regista della serie BBC How not to live your life. Una roulotte in una spiaggia sperduta sull’Isola di Sheppey. La banalità delle conversazioni tra zio e nipote riecheggiano insolite nello svelarsi di un misterioso accordo, un gioco delle parti, saporito massacro intergenerazionale tra zio e nipote. Spietati diabolici sognatori, maschere tragiche di una trilogia leggera, vuota, superficiale, David e Ashley ci trasportano in un mondo dove gli incubi sembrano sogni, le follie saggezza e la morte appare vita. Disturbante, realistico e assolutamente vietato a chi non sa come mettersi in gioco. Voce autentica del contemporaneo niente, debole nulla dell’impero del nonsense. (Migay 2010)

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