Tsuyako

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Tsuyako

Il film inizia con una giovane donna che entra nella camera della nonna, Tsuyako, recentemente morta, guarda tra le sue cose e trova una vecchia foto della nonna giovane vicino ad un’altra ragazza. Gli sguardi e gli atteggiamenti delle due ragazze fanno pensare a qualcosa di più di una semplice amicizia. Vediamo quindi raccontata la loro storia, che si svolge negli anni subito dopo la seconda guerra mondiale. Tsuyako vive una vita piena di lavoro, tra la fabbrica, i doveri di moglie e amabile madre di due pargoli. Improvvisamente arriva a trovarla Yoshie, una ragazza della quale era stata innamorata nell’adolescenza e che scopriamo essere ancora nel suo cuore. Quando Yoshie vede come Tsuyako sia trattata male in famiglia, soprattutto dalla suocera, le chiede di fuggire via con lei a Tokyo, dove potrebbero avere una vita libera e felice. Tsuyako si trova davanti ad una scelta che cambierebbe per sempre la sua vita… Bellissimo cortometraggio, premiato in tantissimi festival, compreso il premio del pubblico al Festival gay di Torino e il premio della Giuria al Sardinia Queer Short Festival 2012 con la seguente motivazione: “In 25 minuti la sintesi perfetta (rara per un cortometraggio) fra contenuti e forma. Ricreando efficacemente le atmosfere di un Giappone intento nella sua ricostruzione e al contempo succube della propria tradizione, la regista compone una sinfonia di altissimo livello. Tutto è al meglio: la storia, l’ambientazione, la cornice narrativa quanto mai incisiva, i personaggi psicologicamente caratterizzati, la fotografia, le recitazioni. È cinema!

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DICHIARAZIONI DELLA REGISTA:

We discover life in death. I recently celebrated the 10th anniversary of my grandmothers passing. During that celebration, I found a box of old photograph’s that none of my family members had ever seen before, and a side of my grandmother I had never witnessed. She was a young woman, vibrant, content, and peaceful. A particular photograph caught my eye, one in which my grandmother sat next to another young woman. Her gaze and gesture spoke of something that transcended friendship. She couldn’t touch who she wanted to touch, she couldn’t kiss who she really wanted to kiss. Instead, she had an arranged marriage, and lived the life she was expected to live. But had she not made that sacrifice, I would not be here.
Her presence in my life was of great significance, as she was someone who I could confide in, and who no matter what, encouraged me to pursue my dreams. Im making this film to give her the life that she was never allowed to live.
Tsuyako is above all a film about sacrifice and liberation. Its message is universal and its significance is indispensable in my own discoveries as an artist and filmmaker.

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