Thanatos, Drunk

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Thanatos, Drunk

Uno dei film più premiati dell’ultimo anno, vincitore di sei premi al Taipei Film Festival (festival generalista, non LGBT), tra i quali miglior film e protagonisti,  premiato alla Berlinale dalla rivista gay Siegessäule, quattro premi al Golden Horse Film Festival, ecc. Il regista Chang, uno degli autori più promettenti e controversi di Taiwan, ha dichiarato che l’idea del film parte da un fatto di cui lui stesso si è macchiato nel 2014, lo stupro di una donna. Nel film la carica sessuale è dirompente, sia per le storie etero che gay. Centrato sulla vita di due fratelli, sempre in contrasto tra loro, Rat (Lee Hong-Chi) e Shanghe (Huang Shang-Ho), e su un terzo personaggio, Shuo (Cheng Jen-Shuo), sul quale ha messo gli occhi Shanghe. Vivono insieme nello stesso appartamento nella periferia di Taipei. Sono tutte figure che vivono ai margini della società e lottano per la sopravvivenza. Rat, il fratello più giovane, etero, fannullone (lavora ogni tanto al mercato delle verdure), quasi sempre in dialogo con le formiche,  privo di ambizioni e qualità sociali, riesce a dare un senso alla sua vita quando s’innamora di una prostituta muta che viene abusata dai suoi protettori. Ci metterà tutto il suo impegno per salvarla. Shanghe è gay dichiarato, appena rientrato dall’America (dove ha perso il fidanzato) in seguito alla morte della madre. Ostenta la sua omosessualità come spogliarellista-ballerino in un pub gay. In questo locale s’innamora follemente di un ballerino che segue anche nei suoi loschi affari. Shuo è soprattutto un playboy che intrattiene ricchi e donne viziose. Vive con la sua ragazza che naturalmente disapprova il suo stile di vita. Sono tutti personaggi in cerca di riscatto e di una vita migliore. Il film non segue una trama convenzionale ma mescola, con accattivante magia, momenti di vita dei protagonisti, passando dalla gioia e dalla serenità alla brutalità, dalla speranza alla disperazione, in un affresco che spesso ci colpisce al cuore. Significativa la scena in cui Rat, con la sua fotocamera nuova, filma una formica e una larva impigliate l’una con l’altra sul bordo del tavolo di cucina, come fosse una sintesi del film stesso, una allegoria delle battaglie a cui sono chiamati tutti i protagonisti. Colpisce il realismo crudo di ogni scena, tutti momenti di vita quotidiana, di sincera verità e attualità, un ottimo esempio di cinema-verità. Il tutto sostenuto da attori superlativi, capaci di un livello di autenticità veramente incredibile, anche nei momenti più difficili. Film consigliato a chi ama il cinema di poesia, predisposto a cogliere la bellezza visiva di scene che si protraggono in tempi lunghi ma necessari per entrare nell’anima dei personaggi.

synopsis

They live in an old house on the fringe of Taipei City: Rat and his elder gay brother Shanghe. Two brothers look for jobs to survive while search for themselves and long for a foothold in life. The younger works at market where he meets a mute woman who gets up to all sorts of craziness. The elder is attracted to a nightclub dancer and finds himself drawn into shifty business. With the rhythm of their wanderings, the film observes its protagonists: lives in limbo, without fixed coordinates, and evolves into panorama of a society that does not appear to welcome its next generation.

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