Le Temps qui reste

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Le Temps qui reste

Il protagonista del film, Romain, ha fatto tempo indietro un facile coming out. Odia i bambini e la sua egoista sorella, ha un menage a tre e insegue fantasie che lo vedono dormire col suo (più anziano) dottore. Dobbiamo anche dire che orinava nell’acqua santiera della chiesa quando era bambino. Ma il film ci dimostra come le persone cambiano attraverso difficili situazioni ed esperienze. Ma come reagirà questa persona quando saprà di avere davanti a se solo pochi mesi di vita? Il film di Ozon, uno dei suoi film più lineari e comprensibili ma anche uno dei suoi film più belli, può essere letto come una satira dell’egoismo che condiziona una persona gay oppure anche come una interessante rappresentazione delle complicate situazioni famigliari moderne oppure ancora come una brutale ma onesta valutazione delle reazioni che un giovane uomo ha di fronte alla morte. Grande film!

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20 commenti

  1. Nick88

    Bello da togliere il fiato.
    Fresco della visione del suo ultimo film “Nella casa” (che, tra l’altro, consiglio vivamente), ho deciso di rispolverare questo film di Ozon che mi folgorò alla sua uscita. Confermo la mia prima impressione. Un film struggente e delicato allo stesso tempo, vero e toccante. Ozon maneggia la materia, a forte rischio di patetismo, con una maestria invidiabile. La regia è sicura, la sceneggiatura è solidissima, gli attori superbi. Melvil Poupaud, l’attore protagonista, è perfetto nel ruolo (di recente è apparso in un altro film a tematica trans Laurence Anyways, sempre bravissimo). Jeanne Moreau incanta sin dal primo fotogramma della sua apparizione. Ha acquisito una tale aura di mito che le basta prendere in mano la sigaretta perchè lo spettatore rimanga estasiato.
    Un film sempre attuale. da vedere e rivedere.

  2. Fabrizioimperia

    Bello,senza se e senza ma. Molto lineare e questo mi ha permesso di vederlo in lingua originale senza nessuna difficoltà. Come reagire di fronte ad una notizia così forte ? Morire in solitudine, fare pace con i parenti, amici, scappare, rimanere, chiedere aiuto, lasciarsi morire, combattere. Il protagonista ha scelto per se… Perché ognuno DEVE decidere sempre della propra vita e come terminarla. Splendido finale. Commuovente , vero e crudo. Tipicamente francese

  3. istintosegreto

    Nessuno può sapere come reagirebbe di fronte ad una morte annunciata. Ozon sceglie di non dare una valenza universale al discorso. Ci conduce invece nell’intimo del protagonista, e ne analizza l’evolversi delle passioni in senso strettamente personale. Romain sceglie di non ridefinire l’attrazione che prova verso suo padre; di non ricostruire il rapporto con sua sorella; di non cercare aiuto presso l’uomo che ama. Sceglie però di avere un figlio, nonostante non abbia mai manifestato istinto paterno. Inutile chiedersi il perché di certe scelte. Noi non siamo Romain. Decisamente da vedere.

  4. Il film è molto delicato triste poetico e commovente, mi è piaciuto, benché certamente il protagonista non sia un modello. In realtà devo ancora capire se ho trovato troppo pesanti l’allusioni all’attrazione del protagonista per il proprio stesso padre nonché il vago accenno allo sguardo morboso con cui osserva i bambini giocare, o se invece mi piace il modo in cui scivoli attraverso le minacce che vengono soprattutto dal proprio animo tormentato per arrivare alla pace.

  5. Jim Puff

    Un gran bel film che tocca il cuore (senza essere dolciastro o stucchevole) nel narrare le scelte di un uomo trentunenne con un cancro terminale per il commiato dalla vita.

    In certi momenti respiri la poesia e vivi le emozioni di Romain, la sua tristezza dolce ti entra nelle ossa e assapori un nodo di compassione di questa superba opera di Ozon, forse la + bella!

  6. freedog

    uno dei migliori film gay che abbia mai visto; ai titoli di coda piangevo come un vitello.
    Emozionante e sublime
    PS per xandra: se sei di Roma, lo danno in questi giorni al Metropolitan (via del corso, vicino a piazza del popolo)

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Romain (Melvil Poupaud) un fotografo di moda riceve la notizia di un tumore celebrale in fase terminale. Reagisce volendo staccarsi da ogni cosa: il lavoro, il compagno, la sorella, per mantenere come unico legame personale quello con sua nonna Laura. Così facendo ripercorre a ritroso la sua vita e intraprende un viaggio per incontrare la nonna. Incontra quindi una giovane coppia, lei interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, la quale, entrata in confidenza, gli chiede di far l’amore con lei per darle un figlio in quanto la coppia è sterile. Lui accetta. Poco prima di morire cera ancora un rapporto con la sorella, fa testamento e lascia tutto a questo figlio che non vedrà mai e muore in spiaggia, in una calda assolata giornata d’estate. Film intenso, una narrazione molto personale non lacrimevole nè ricattatoria verso lo spettatore. Un gran bel film da vedere sicuramente. (Cucchi Paolo)

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