Sposami, stupido!

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Sposami, stupido!

Yassine (Tarek Boudali) sta per lasciare il Marocco e studiare architettura a Parigi. La sua famiglia ha sacrificato i risparmi per realizzare il suo sogno, rinunciando alla costruzione di una nuova casa. A Parigi tutto sembra andare bene, ha stretto amicizia con i vicini, con Lisa e Fred, quando per una sveglia che non è suonata, Yassine non si presenta all’esame per il visto studentesco, diventando un immigrato illegale. Durante un incontro con studenti pensa di aver trovato la soluzione al suo problema. Per riuscire a restare in Francia l’unica chance che gli rimane è quella di mettere in scena un matrimonio gay con il suo migliore amico, Fred (Philippe Lacheau). Ma i due dovranno dimostrare di essere un’autentica coppia omosessuale agli occhi di un sospettoso ispettore, della madre di Yassine, e di Claire, una ragazza di cui Yassine è innamorato…
Il film ha ricevuto molte critica dalla comunità LGBT francese che lo accusa di voler cavalcare vecchi stereotipi, come il fatto che i gay siano super sessualizzati (cioè pensino solo a quello) oppure effeminati. Il comico Tristan Lopin ha rimarcato: “È risaputo che gli omosessuali camminano sempre per la strada con le piume nel culo”. Il gruppo di ACT UP ha incollato sui manifesti del film la striscia con scritto: “Film certificato omofobo”. Il presidente di SOS Homophobie, Joel Deumier, ha detto in TV che quasi tutte le battute del film tendono a cavalcare gli stereotipi sugli omosessuali”.
Il regista Tarek Boudali si difende dicendo: “Non ho voluto ferire nessuna comunità e nessun omosessuale, il mio umorismo è fatto per accogliere, non per dividere”.
In effetti il film, che vorrebbe differenziarsi dall’americano “Vi dichiaro marito e marito”, con meno volgarità e banalità, non riesce però a staccarsi dall’idea che il mondo gay sia qualcosa di diverso in assoluto da quello etero, quasi antitetico, pieno di clichè e stereotipi che lo definiscono irrimediabilmente. Cosa che rende evidente nei protagonisti la paura di un’omosessualità che potrebbe essere annidata in ognuno di noi. Mentre Yassine dimostra la freddezza e il coraggio di un ragazzo colpito da un’ingiustizia e che non ha nulla contro l’omosessualità, il marito Fred (Philippe Lacheau) sembra adattarsi molto bene al suo nuovo ruolo, come se stesse scoprendo una sua seconda natura.
Il regista Tarek Boudali, attore comico, etero, qui al suo debutto nella regia, oltre che sceneggiatore e protagonista, ha detto di aver avuto l’idea del film nel momento in cui la legge sul matrimonio per tutti, gay compresi, stava diventando realtà. Ha anche detto di averne affrettato troppo la realizzazione, cosa sicuramente vera, una maggiore ponderazione avrebbe forse portato a risultati migliori. Nel film si ride senza superare i confini della correttezza, scivolando un po’ nel volgare ma senza malizia, restando però dall’inizio alla fine nell’ambito della commedia sciocca, piena di caricature, senza nessuna ambizione.

synopsis

To avoid deportation, Yassine asks his best friend Fred to marry him.

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Questo film al box office

Settimana Posizione Incassi week end Media per sala
dal 05/07/2018 al 08/07/2018 12  15.194  399
dal 28/06/2018 al 01/07/2018 6  62.338  335
dal 21/06/2018 al 24/06/2018 3  146.046  529

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