Splendidi amori

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Splendidi amori

Il regista Araki, dopo sei film che trattavano più o meno ostentamente di omosessualità e dintorni, affronta in questo film, forse inferiore per aggressività ed allucinazioni ai precedenti, il tema dell’amore a tre (ricordate Jules et Jim), con la variante che tutto avviene alla luce del sole in piena consapevolezza. Il tema è comunque interessante per il pubblico gay perché si tratta pur sempre di due uomini nello stesso letto, anche se sono lì solamente per accontentare l’amica comune. Oltre ai personaggi gay, il regista ha abbandonato anche le visioni immaginifiche che tanto ci avevano affascinato.

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6 commenti

  1. istintosegreto

    Mi sembra molto difficile che una biondina strabica e con le gengive più visibili dei denti possa infrangere tanti cuori. In ogni caso il film non punta certo sulla verosimiglianza. Simpatica la prima parte, in cui si costruisce il triangolo amoroso. L’ironia preponderante riesce ad evitare le trappole di un tema molto sfruttato. Tra i due ragazzi rivali prende forma un legame curioso: il biondo tontolone diventa succube del moro “intellettuale”. Purtroppo la seconda parte perde la verve iniziale, e non riesce a mantenere vivo l’interesse dello spettatore. Consiglio comunque la visione, a patto di non avere troppe aspettative.

  2. stupendo finalmente un film sul rapporto a tre che non cade ne nella volgarità ne nella banalità. E’ divertente fino all’ultimo e non finisce male come quasi tutti i film di questo genere. f i n a l m e n t e p r o p r i o b e l l o!

  3. Jim Puff

    Commediola lieve che trascorre veloce senza lasciare traccia solo un poco di buon umore.
    Araki riprende il rapporto a 3 di Jules et Jim (tutta un’altra cosa!) gestendolo a modo suo.
    Poco credibile il finale: 2 gemelle x non fare torto a nessuno dei 2 papà!
    E che dire di Veronica che rinuncia al lusso e ad una vita agiata x 2 inconcludenti come i nostri? Nei film succede ancora!
    Forte l’amica lesbica!

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Varie

Guardando direttamente verso lo spettatore, Veronica ricostruisce la propria storia. Ventenne è arrivata a Los Angeles con l’intento di fare l’attrice. Durante una rappresentazione teatrale, conosce Abel, critico freelance di musica rock e scrittore, e se ne innamora; poco tempo dopo in un locale incontra Zed, batterista di un complesso punk-rock e anche da lui è fortemente attratta. Abel e Zed a loro volta si dichiarano innamorati pazzi di Veronica. Dopo vari esperimenti, l’unica soluzione possibile è che tutti vadano a vivere insieme a casa di Veronica. Comincia così un mènage a tre, con i due ragazzi che si odiano e lei che cerca di stuzzicarli. Per qualche tempo le cose vanno avanti, ma a lungo andare l’irresponsabilità di Abel e Zed si fa sentire: non lavorano, non cercano lavoro, non hanno i soldi per l’affitto. Un giorno Veronica rimane incinta, accetta di andare in vacanza con Ernst, il regista del programma tv in cui ha lavorato. Costui dichiara di volerla sposare. Veroniva accetta, ma, il giorno del matrimonio arrivano i due e la convincono a rinunciare. Veronica torna a casa con i due ragazzi. Nascono poi due gemelli, e loro tre dicono: “Sono nostri”.

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