Sebastiane

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Sebastiane

Forse il primo vero film cult gay. Racconta gli ultimi giorni di Sebastiano da Narbona, soldato romano confinato su un’isola con otto colleghi gay, che resiste alle tentazioni del comandante, dal quale pure è attratto, e subisce con piacere masochistico le torture a cui viene sottoposto. I personaggi (soldati romani) sono quasi sempre nudi sulla scena e alcune scene, come gli amplessi gay nel fiume, sono il massimo dell’erotismo omo visto al cinema a tutt’oggi. Il film fu girato in Sardegna da una troupe fatta completamente di omosessuali, più per il loro divertimento che per uno scopo artistico vero e proprio.

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11 commenti

  1. Non posso che concordare con il commento di cypsel79. Il film , nel 2013 , è francamente inguardabile se non fosse per alcune piacevolezze visive maschili che nulla hanno a che fare con la qualità del film. La Roma tardo imperiale è da barzelletta come ridicolo il latino stentato con forti inflessioni anglosassoni. Oltretutto il lato eroticospinto che ha dato tanta celebrità a questo film del 1976 ora come ora fa solamente sorridere. Pensate a certi sequenze di Shortbus o I Want Your Love per citare a caso e ci si accorge quant’acqua è passata sotto i ponti anche da questo punto di vista. Comunque Jarman anche nelle sue cose migliori non ha mai suscitato il mio entusiasmo. Confermo anch’io voto 5.

  2. cypsel79

    visto ieri, ed è uno dei peggiori film gay da me visti secondo me.. è solamente da apprezzarne l’indubbio coraggio politico considerata l’epoca di realizzazione (1976). ma per il resto oggi come oggi appare più che datato e pieno di limiti. il difetto principale: era evitabilissimo il latino nei dialoghi, si sente lontano un miglio, per chi lo capisce anche solo un po’, che gli attori ripetono a pappagallo delle battute senza capire che cosa stanno dicendo. molto meglio un sano inglese con più consapevolezza ed espressività. inoltre, storicamente è inattendibile: la scena iniziale sembra una parodia della romanità piuttosto che una rievocazione realistica; tutto il resto sono corpi nudi in mezzo al nulla, con situazioni morbose che risultano spesso sgradevoli. unico merito: i corpi nudi 😉 l’eros carnale al limite del porno è talvolta anche la sola forza di questo film che nonostante tutto lo rende degno di una visione. voto 5

  3. Allora era dirompente,ora è solo patinato. Tanti corpi nudi, San Sebastiano è perfetto legato ad un palo per il martirio, colpito dalle frecce dei suoi carnefici. Braccia nodose in alto, spalle forti, schiena che scende giù ai fianchi stretti, lungo glutei intensi e armoniosi, che tutto coprono,le coscie e le gambe muscolose. Resta la musica di Brian Eno.

  4. per cortesia, se qualcuno avesse la possibilità di farmi dove e come posso procurarmi una copia di sebastiane ne sarei veramente felice. vi prego dunque di potermi dare un’indicazione a questo indirizzo di posta elettronica: [email protected]
    grazie mille per l’attenzione,
    kbsx

  5. Brillante la rappresentazione di quella che era la piena libertà sessuale dei nostri antenati della Roma imperiale e l’assoluta mancanza di distinzioni tra amore eterosessuale e omosessuale. Bravi e belli gli attori inquadrati per gran parte della pellicola in piena nudità su una soleggiata Sardegna. Il parlato latino rende ancora più attendibile e curata questa finestra su quelli che erano i costumi, le usanze e specialmente i rapporti di amore o cameratismo tra i soldati dell’antica Roma. Le scene di eros sono artistiche e raffinate e l’amore del comandante a cui il giovane Sebastiano cerca di resistere è tra i più impetuosi e sensuali visti, almeno in rapporto all’epoca in cui la pellicola è stata girata. Molto interessante.

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Durante una festa orgiastica alla corte di Diocleziano, indetta per celebrare i vent’anni del suo regno, Sebastiano, capo delle guardie di palazzo e pupillo dell’imperatore, è accusato di simpatia verso i cristiani. Acerrimo perse-cutore dei fedeli della nuova religione, Diocleziano lo degrada e lo confina in un’isola deserta. Severo, capo della guarnigione cui è affidata la sua custodia, si innamora di lui. Sebasitiano, però, non cede alle sue lusinghe, per cui i soldati, dopo averlo sbeffeggiato e fustigato, lo legano a un palo e lo traffiggono con le loro frecce.

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