Salmonberries - A piedi nudi nella neve

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Salmonberries - A piedi nudi nella neve

Film completamente al femminile anche se una delle protagoniste (K.D.Lang) ama vestirsi da uomo e fa il minatore in Alaska, dove diventa amica di una bibliotecaria vedova di mezza età, fuggita dalla Germania dell’Est. Insieme torneranno a Berlino, dove ormai il muro è caduto, per poi ritornare di nuovo in Alaska. La storia, alquanto crepuscolare e stravagante, è tutta giocata sulle differenze tra le protagoniste (di età, dei ceto, di etnia) e piacerà a chi ama le indagini psicologiche sottili e difficili da comprendere fino in fondo. Impegnativo.

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6 commenti

  1. E’ di difficile reperimento. E’ da una vita che voglio vederlo, fra l’altro Percy Adlon e’ lo stesso regista di Bagdad Cafe’, che consiglio vivamente a tutti di vedere.

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trailer: Salmonberries - A piedi nudi nella neve

Varie

A woman who grew up in a small town in Alaska goes to the public library to try and find out who her parents were. She was brought to town as a baby in a cardboard box with “Kotzebue” on it, which is the name of the town and also the name of the family that founded the town. She eventually befriends the librarian, an East German immigrant who lost her husband while escaping from behind the Iron Curtain. They help each other try to find closure to the events in their past.

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Lo sperduto villaggio di Kotzbue, sulla costa dell’Alaska, vicino al Polo Artico, è quasi totalmente abitato da esquimesi, ma la bibliotecaria, Roswita, è una tedesca di mezza età, ancora piacente, e il losco gestore del gioco del Bingo, chiamato Bingo-Chuck, è un anziano americano, che spia sempre gli altri. Qui arriva, per lavorare con un gruppo di minatori, un ventenne androgino e taciturno. Nonostante l’aspetto maschile, è in realtà una ragazza, che si fa chiamare Kotz, perchè è stata trovata neonata, avvolta in un pezzo di cartone, sul quale era scritto il nome Kotzbue. Il primo incontro con Roswita è burrascoso: Kotz, entrata in biblioteca di sera, butta all’aria dei libri, poi scappa, ma in seguito le due donne imparano a conoscersi, e scoprono di essere entrambe anime solitarie, tormentate da drammi segreti e lontani. Roswita è arrivata al villaggio 20 anni prima, scappando dalla Germania, dove le avevano ucciso il marito Karl, mentre essi tentavano di fuggire, passando in un cunicolo, sotto il muro di Berlino. Kotz, che è per metà esquimese e per metà bianca, vuole invece scoprire la sua identità, chi sono i suoi genitori, perciò il nome scritto su quel cartone l’ha portata fin lì. Divenuta amica di Roswita, la cui casa è decorata da tanti vasetti di salmon-berries, agrumi molto saporiti e dal colore vivace, Kotz l’accompagna a Berlino, dove la donna vuole scoprire se è stato il fratello Albert, 20 anni prima, a denunciare alle autorità il progetto di fuga suo e di Karl. Ritrovato Albert, che ora è quasi completamente muto, scopre confermati i suoi sospetti: il fratello l’ha denunciata, perchè convinto della sua fede politica e perchè voleva che lei non partisse. Trovata anche la tomba di Karl, dove Albert lo ha fatto seppellire con grande rischio, Roswita ritorna subito con Kotz in Alaska. Ora che ha saputo la verità è più serena. Ma Kotz non ha ancora scoperto la propria identità, e si sente sempre più unita all’amica, alla quale confessa di sentire per lei una forte attrazione sessuale. Dopo un momento di perplessità, Roswita la respinge decisamente e Kotz lascia la sua casa. Intanto Noayak, la ragazza esquimese, che vive da 20 anni con Bingo Chuck, scopre al collo di Kotz due ornamenti particolari, identici a quelli che porta anch’essa, e, messo alle strette l’anziano americano, lo costringe a confessare che quegli ornamenti erano il dono che egli faceva molti anni prima a tutte le giovanissime esquimesi che diventavano sue amanti. Poichè due di essi sono stati trovati nel cartone in cui era avvolta Kotz neonata, è chiaro che lei è sua figlia. Ora la giovane e tormentata sangue misto sa qual’è la sua identità, ma non può certo esserne fiera.

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