Rosatigre

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Rosatigre

Tonino De Bernardi, (forse) unico regista underground italiano ha dichiarato: “È un film sugli opposti e sulle scelte divaricanti. Oppone il maschile e il femminile che sta in ognuno di noi e racconta la storia di chi, maschio per nascita, si trova di fronte al bivio interno più estremo tra il dovere-volere essere uomo o donna”. E’ la storia di Antonello, un ragazzo napoletano che a Torino si prostituisce, vestito da donna, col nome d’arte Rosatigre. Un suo amico del cuore, Sasà, cerca di riportarlo a Napoli dove la storia si svolge nei giorni tra Natale e l’Epifania, quando lo ha raggiunto anche Wanda, una collega di lavoro. Lei incontra un amore, l’Americano, mentre lui porta a termine il tormentato rapporto con Sasà e decide di riprendere la sua vita a Torino. Presentato al festival di Venezia non ha riscosso grandi consensi.

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La trama ricorda in parte quella di un cortometraggio di qualche anno fa “Cabiria, Piscilla e le altre” di Fabrizio Celestini, passato al Festival del Cinema Gay di Torino, e proprio a Torino è ambientata la storia di Rosatigre (alias Antonello), ragazzo napoletano immigrato che batte il marciapiede travestito da donna. Un giorno Sasà, suo amico del cuore, viene a prenderlo per riportarselo a Napoli. Il film, dopo questo antefatto, racconta delle giornate trascorse a Napoli tra il Natale e l’Epifania. Da Torino, nel frattempo, lo raggiunge, per passare insieme le feste, Wanda, grande amica e “collega”, che ora gli sta accanto in quella vita apparentemente sospesa. Wanda incontra anche un amore, “l’americano”, intanto Antonello-Rosatigre consuma il suo rapporto tormentato con Sasà, finché deciderà di andarsene definitivamente da Napoli per tornare al Nord con Wanda a “fare la vita”.

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