Riflessi sulla pelle

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Riflessi sulla pelle

Siamo in una campagna sperduta del Canada. Tre bambini si divertono ad infastidire una vedova che vive molto distante dalla casa di Seth. Suo padre gestisce una pompa di benzina, mentre la madre odia il solo fatto di sentirne l’odore. Un giorno, uno dei tre bambini è rinvenuto morto nel pozzo d’acqua della famiglia di Seth. Un particolare sceriffo, al quale manca una mano, un occhio ed ha un orecchio mozzato, che ostenta virilità e omofobia, è sicuro che il colpevole sia stato il padre di Seth (vuol far confessare a Seth che il padre lo tocca). Il padre di Seth, che era stato sorpreso con un ragazzo diciassettenne prima che si sposasse (probabile gay che si è sposato per il quieto vivere), dalla disperazione (nel sentire popolare non c’è differenza tra omosessualità e pedofilia) si toglie la vita facendosi saltare in aria assieme alla pompa di benzina. Seth intanto, si convince che la vedova sia una vampira e quando suo fratello maggiore fa ritorno dalla guerra e s’innamora di questa, cerca in tutti i modi di evitare che tra loro possa nascere una storia seria. Nel frattempo è stato trovato il corpo esanime dell’altro compagno di giochi del piccolo Seth…

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CRITICA:

“La buona riuscita del film, già premiato in qualche festival e applaudito nel luglio scorso al MystFest di Cattolica, deriva in primo luogo dall’atmosfera d’allucinazione che l’eclettico regista Philip Ridley, lontano dai sentieri più battuti del giallo e dal poliziesco di consumo, ha creato pur senza disporre di grandi mezzi. Con quel che di stregato introdotto da Ridley nel paesaggio e nelle figure, anche lo spettatore più coriaceo resta avvinto dal racconto, entra nell’incubo del ragazzo e ritrova le angosce della propria infanzia.” (‘Il Messaggero’, 8 Settembre 1990)

“Un campo di grano maturo. Tre ragazzi hanno catturato una grossa rana e l’hanno crudelmente gonfiata con una cannuccia per farla esplodere di fronte a un’incuriosita signora inglese. Il volto di lei si riempie di sangue e di orrore. Così inizia ‘Riflessi sulla pelle’, mescolando subito il paesaggio americano e gli elementi di un umorismo nero d’origine britannica. Philip Ridley – trentenne, scrittore e sceneggiatore affermato – ci presenta quindi la famiglia di uno di questi ragazzi terribili, dove la moglie domina un marito troppo debole, il benzinaio Luke Dove, che cerca scampo in cattive letture.” (‘Vivilcinema’)

“Reduce da lusinghieri riconoscimenti e attestati critici in vari festival, prima a Cannes, poi al MystFest di Cattolica, infine a Locarno dove si è aggiudicato il Pardo d’argento, ecco arrivare sugli schermi ‘Riflessi sulla pelle’, un’opera che si offre con connotazioni di originalità, di raffinatezza, di suggestione. Il film, che segna il debutto nella regia di Philip Ridley, scrittore, commediografo, pittore, si svolge nelle assolate pianure dell’Idaho, negli anni Cinquanta (ma tempo, personaggi e fatti trovano rispondenze a noi contemporanee) e narra dei giochi crudeli e delle terribili premonizioni del piccolo Seth Dove.” (‘Il Resto del Carlino’, 23 Settembre 1990)

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