Regarding Susan Sontag

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Regarding Susan Sontag

Susan Sontag è stata una delle icone letterarie, politiche e femministe del ‘900 ma questo doc vuole presentarcela nella sua complessità, mettendo in luce anche aspetti contradditori della sua personalità. Il film, attraverso materiale d’archivio e interviste ad amici, famigliari e colleghi, riesce a farci entrare nel mondo intimo di questa scrittrice (ma anche fotografa, regista e reporter) partendo dalla sua prima infatuazione dei libri fino alla sua prima esperienza in un bar gay. Sontag ha iniziato a scrivere editoriali interessanti all’età di 15 anni sul giornale scolastico (nel film vengono letti da Patricia Clarkson). Anche dopo gli studi dimostrava una curiosità totalizzante facendosi notare in diversi ambienti accademici. In uno di questi conobbe il professor David Rieff che dopo dieci giorni sposò e dal quale ebbe un figlio. Ma la vita da casalinga non era per lei e lascia marito e figlio negli Usa per recarsi in Inghilterra e a Parigi. Dopo il divorzio ebbe quasi esclusivamente rapporti lesbici. Scrisse di sè: “Sono una omosessuale ed una scrittrice, ed in entrambe sono completamente autonoma e consapevole”. Alcune sue partner, intervistate, parlano di lei come di una persona che hanno stimato ma giudicato anche troppo egoista ed insensibile ai propri affetti.

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ANTEPRIMA NAZIONALE AL FESTIVAL GENDER BENDER 2014

Anteprima nazionale anche per il documentario REGARDING SUSAN SONTAG, ritratto della grande scrittrice e intellettuale americana realizzato dalla regista Nancy Kates.
Il film è un’indagine intima e sfumata nella vita di uno dei pensatori più influenti e provocatori del Ventesimo secolo. Appassionata e schietta per tutta la sua carriera, Susan Sontag divenne una delle più importanti icone letterarie, politiche e femministe della sua generazione. Il documentario esplora la sua vita e il suo pensiero attraverso immagini evocative, materiali d’archivio, testimonianze di amici, familiari e colleghi. Una lunga carrellata che parte dalla sua prima infatuazione per i libri per condurci alla sua prima esperienza in un bar gay, al suo matrimonio, alla sua storia d’amore con la fotografa Annie Leibovitz. Il documentario getta uno sguardo affascinante a un critico culturale imponente le cui opere sulla fotografia, sulla guerra, sulla malattia, sul terrorismo e sul camp risultano ancora oggi attuali. (Gender bender)B

CRITICA:

An intimate tribute to a woman who was “constantly being reborn” in her public assessment of the world around her, Nancy Kates’s Regarding Susan Sontag clearly admires its subject but is willing to acknowledge her weaknesses and to admit that not everything she did lived up to the standard of groundbreaking work like On Photography. Serious-minded and aesthetically ambitious, it should please fest-circuit auds on its way to wider small-screen exposure.
Kates maintains a satisfying balance between personal biography and an assessment of Sontag’s wide-ranging professional output, stretching back to the late 1940s, when a 15 year-old “Sue Sontag” wrote impressively smart editorials in her school paper. (Patricia Clarkson reads them.) The film’s tour through her post-high school educational career is brisk, in keeping with her all-encompassing curiosity; at one of these academic berths, she met a professor so intellectually stimulating that she married him ten days later.
Despite having a son with that husband (David Rieff, who appears here briefly), Sontag was incapable of settling into a conventional life. She left her child in the US while studying in England and Paris; after divorcing David’s father, she would have relationships mostly with women. (The cover photo for one of her books is described as a pinup for every grad-school lesbian in the US.) A number of former partners appear here, and while all seem to still hold her in esteem, some describe an egotist who could be insensitive to loved ones.
Kates recounts both the highlights of Sontag’s writing career — “Notes on Camp,” Illness as Metaphor, Against Interpretation and others — and other efforts that drew more dismissive reviews. Her novels, particularly early in her career, are described even by friends as “awful”; the films she directed fare little better. “I read the reviews; I think they’re wrong” we see her tell an interviewer.
Though Kates grows more interested in the details of Sontag’s relationships and her bouts of cancer than in later output like the best-selling novel The Volcano Lover, the picture makes sense of her evolving intellectual approach to the world and of the ways in which she came eventually to feel “a sense of failure.” The doc overreaches a bit in its effort to enliven talking-head footage with artsy imagery: It returns too often to effects shots like one in which a photo of Sontag is swallowed by sand pouring into a glass bottle. The score by Laura Karpman and Nora Kroll-Rosenbaum, while hardly unobtrusive, fares better. (John DeFore, hollywoodreporter.COM)

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