Ravanello pallido

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Ravanello pallido

Il film vuole rivalutare la donna qualunque, ma non appare completamente riuscito, e la critica lo accolse molto male. Due macchiettistici personaggi gay: la scheccante ‘pennoira’ (‘parrucchiera’ in piemontese) che fa i capelli della Litty e il fidanzato di Litty criptogay silente detto ‘Mummia’, interpretato con i giusti sottotoni da Neri Marcorè. Comunque divertente e con alla base qualche idea intelligente.

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Gemma Mirtilli, poco affascinante e depressa segretaria di un’agenzia di top model, trascina stancamente i suoi giorni tra un fidanzato soprannominato Mummia per la sua loquacità e dedito solo al biliardo, il capo dell’agenzia Claudio, che la inganna e la sfrutta, e un portiere che la costringe a firmare continue ristrutturazioni del condominio. Bassa e bruttina, Gemma ha scarsa autostima e prova un senso di inadeguatezza di fronte alle donne bellissime ma nevrotiche che entrano nel suo studio e la trattano male. Il suo amico parrucchiere, Callisto, per farla reagire, le propone una tinta fuori dal comune, e Gemma si ritrova i capelli color ‘ravanello pallido’, un errore che le cambierà la vita. Da quel momento, sempre per un equivoco causato dal suo capo, Gemma finisce per diventare una diva della televisione, non per le sue qualità fisiche ma perché ha imparato a vedere quanta bellezza sia racchiusa nella sua normalità. Appena se ne è accorta lei, se ne sono accorti anche tutti gli altri, compreso Claudio che si innamora di lei, dopo essere stato a sua volta sfruttato e ricattato dal suo ex capo. Diventata un esempio per tutte le donne, tanto le casalinghe quanto le teen-agers, Gemma alla fine decide di lasciare il mondo della televisione e di tornare alla sua vincente quotidianità.

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