The Raspberry Reich

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The Raspberry Reich

Come coniugare la lotta comunista con la liberazione omo-sessuale? Unendo i simboli degli anni di piombo tedeschi e le teorie dei sessuologo Wilhelm Reich in una storia di proclami politici, rapimenti di ricchi rampolli e sesso sfrenato, dove il privato diventa davvero politico e la rivoluzione passa dalle strade ai letti e non solo. Il regista di classici come Skin Flick e Hustler White riparte dalle origini underground e dichiara: “Ho voluto realizzare un saggio godardiano in cui la sessualità torna ad essere, come negli anni Settanta, l’unica vera forma di lotta e di emancipazione “.

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10 commenti

  1. perles75

    di questo film esistono due versioni, una soft e una porno (che comunque mantiene tutti i monologhi di Gudrun e compagnia). È un film totalmente fuori di testa (incentrato, paradossalmente per un porno gay, su una donna) che piace molto oppure lo si odia totalmente; è proprio un genere “sperimentale”, non esiste un film simile in giro.
    Io appartengo alla categoria di quelli a cui è piaciuto.

  2. Ottimo, eccellente. Bruce è un grande. Se il futuro ci riserverà una vita priva di pruderie peccaminose e il sesso verrà considerato a livello artistico, un posto nell’olimpo del cinema non glielo toglie nessuno (a Bruce)

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Ambientato a Berlino, Raspberry Reich racconta le speranze e le contraddizioni di un gruppo terroristico berlinese, chiamato appunto Raspberry Reich, che teorizza la liberazione delle masse dall’oppio dei popoli dando vita ad un’intifada prettamente queer, guidata dalla bionda (ed eterosessuale) Gudrun. Anima politica dell’organizzazione, ispirata nei suoi slogan dagli scritti di Wilhelm Reich ed Herbert Marcuse, la disinibita leader rivoluzionaria sogna la fine della monogamia, ostacolo borghese cui ironicamente sarà la prima a non rinunciare.

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