Pianese Nunzio 14 anni a maggio

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Pianese Nunzio 14 anni a maggio

Il sentimento mistico-sensuale di un prete verso Nunzio, adolescente canterino nella Napoli di Nino D’Angelo e degli Almamegretta. Anche don Lorenzo, come ogni prete bello, ha le sue debolezze. Solo che anziché indirizzarle come già quello di Parise verso le ragazze e quello di Antonia Bird verso un coetaneo, per quanto di sesso maschile, Don Lorenzo si innamora (così ci dice il pressbook ma nel film non si capisce) di un ragazzino men che quattordicenne di cui si è eletto protettore. E’ qui che la miscela di erotismo e santità più che esplosiva diventa implosiva, ma in senso drammaturgico.

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2 commenti

  1. thediamondwink

    Un film particolare, un vero e proprio attacco alla chiesa cattolica e ai suoi sacerdoti, nonchè un velato attacco contro la Ndrangheta napoletana e l’omertà dei boss rispetto alla stessa chiesa. Un manifesto di cruda realtà sociale, esploso negli anni passati e adesso messo a tacere dal Vaticano, mi ricorda un film che ho visto di recente, “In the name of”, stessa caratura, solo che svolto in una provincia polacca, anzichè Napoli, migliore la versione italiana, la trovo meno patinata e più cruda. Ho apprezzato moltissimo il ruolo di Bentivoglio e l’ho trovato eccezionale, un ruolo molto difficile in cui calarsi che è stato interpretato egregiamente.

  2. Alfredo

    Un bel film, che mostra le cose così come sono. La storia d’amore tra un bravissimo Bentivoglio e il ragazzino in realtà passa in 2° piano di fronte ad uno spaccato italiano ancora purtroppo attuale dove valori ed esigenze sono del tutto alterati.

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Don Lorenzo Borrelli è il nuovo parroco della chiesa di Santa Maria delle Monteverginelle nel quartiere Sanità a Napoli. Un quartiere in degrado: disoccupazione, camorra. Don Lorenzo ha avviato un rapporto di comprensione con la popolazione e di netta opposizione alla camorra che domina la zona: tiene incontri di catechesi con i giovani in modo libero e aperto ed ospita in canonica alcuni giovani bisognosi di aiuto. Tra questi Nunzio Pianese un ragazzo tredicenne (un po’ introverso, appassionato di canzoni) il cui padre, che vive per conto suo, è poco equilibrato e dedito al vino, mentre la madre lo ha affidato alla propria sorella Rosaria. Il ragazzo frequenta la terza classe della Scuola Media ed è spesso ospite di don Lorenzo che un giorno gli propone di trasferirsi stabilmente in canonica. Tra don Lorenzo e Nunzio si instaura un rapporto “particolare”: a questa sua condotta nel privato fanno contrasto le sue prediche e conferenze alla gente del quartiere che lo sente inveire contro la camorra. Il suo atteggiamento infastidisce e preoccupa la camorra che controlla il quartiere, “vede e sa tutto”: resasi conto del comportamento di questo prete con Nunzio, capisce che c’è un modo di liberarsi di un pericoloso avversario. La famiglia disgregata, la zia Rosaria che lo ha ospitato, la scuola, il servizio di assistenza sociale, gli amici di Nunzio ed infine la polizia sono i “passaggi” di una strategia fatta di inviti a riflettere, di minacce, di ricatti che gradatamente inducono i parenti, insegnanti e assistenti sociali a fare pressione sul ragazzo perché capisca e valuti la sua situazione reale e decida di denunciare il prete. Nunzio, inizialmente restio, si rende gradatamente conto che la sua situazione è di pubblico dominio, che tutti prendono le distanze da lui, che corre seri pericoli: alcuni espliciti “avvertimenti” della camorra fanno crollare le sue residue resistenze. Don Lorenzo, cosciente anche lui che la sua relazione è nota, fa appello all’”amicizia” ma continua. Nella settimana prima di Pasqua Nunzio cede fisicamente e moralmente. Mentre don Lorenzo guida nelle via del quartiere una sua “singolare” versione della Via Crucis sostituendo ai veri protagonisti della Passione di Cristo se stesso, i boss e la gente del quartiere, Nunzio rilascia la sua sofferta deposizione. Don Lorenzo, terminato il rito, dichiara di assumere le sue responsabilità dinanzi alla legge.

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