La Pelle

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Inseriamo questo film in questa lista solo per alcune scene di ambienti orgiastici omosessuali, inserite nel film per rappresentare il degrado e la depravazione sociale di Napoli in quegli anni. Dal romanzo omonimo di Curzio Malaparte. Nella Napoli appena liberata Malaparte (Mastroianni) vive e descrive gli orrori e gli eccessi di una città stracciona e sconvolta, precipitata nell’abisso delle peggiori depravazioni dall’improvvisa opulenza corruttrice portata dagli americani. La dura e cruda opera di Malaparte, un classico dell’immediato dopoguerra, perde gran parte del suo significato nella trasposizione della Cavani, che sembra volerne cogliere con un certo compiacimento solo gli aspetti più eccessivi e ripugnanti, non più giustificati, se mai lo sono stati, da un momento storico particolarmente drammatico descritto con stile personalissimo nel romanzo.

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Napoli 1944. Il generale Cork, comandante della 5ª Armata americana, è preso dalle trattative con Marzullo, mafioso locale, che per consegnargli 112 tedeschi, catturati durante le quattro giornate di insurrezione, esige dagli americani una tangente di cento lire al chilo, suscettibile di forti aumenti, per ogni prigioniero. Il tramite per condurre il patteggiamento è Curzio Malaparte a cui viene anche dato l’incarico, per compiacere la moglie aviatrice di un senatore americano, di organizzare una cena stile Rinascimento che ha come clou un pesce, una “sirena” dell’acquario di Napoli, che sembra una bambina. Intanto nei “bassi” le madri vendono i figli ai marocchini e Jim, il giovane tenente di collegamento, si innamora di una ragazzina che scoprirà poi essere esposta dal padre a pagamento, come unica vergine esistente in città. Malaparte si muove in questo inferno con distacco mentre cerca di spiegare all’aviatrice durante un’orgia di omosessuali, che è la potenza corruttrice degli americani che ha ridotto in tal modo la povera gente. Il Vesuvio si scatena improvvisamente in una eruzione durante la quale l’aviatrice subisce una crudele esperienza da parte di un gruppo di soldati ubriachi e stravolti. Un’esperienza che la porta allo stesso livello di tutte le donne innocenti e vinte. Il film si conclude con l’arrivo a Roma della 5ª Armata attraverso l’Appia Antica, e chi ne fa le spese, con la propria pelle, è un poveraccio che l’entusiasmo della liberazione fa finire sotto un carro armato.

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