I Passeggeri

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I Passeggeri

Un ritratto di un microuniverso metropolitano, rappresentato dai passeggeri di un tram parigino. Tra quartieri dormitorio e un enorme cimitero, il film ricostruisce per frammenti una vicenda collettiva di persone che quasi non si guardano e non si riconoscono. Eppure noi ci sembra di averli conosciuti da sempre, il ragazzo che porta i fiori sulla tomba dell’amico morto di aids, i ragazzi che si “scrutano” sul treno, il feticista dei piedi, la ragazza che vuole restare sola, ecc. Un microcosmo di umanità che appartiene a tutti.

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2 commenti

  1. Jim Puff

    Un film molto parlato ma che scorre lieve; un film poco francese!
    Sono le storie di alcuni passeggeri abituali di un tram che collega 2 sobborghi di Parigi narrati da una signora, anche lei presente sul tram; storie comuni, di tutti i giorni, che potrebbero essere anche la nostra.
    I vari personaggi sono legati tra di loro da vincoli vari: amicizia, amore, sesso, conoscenza.
    Tra gli interpreti vanno segnalati 2 bravi e coinvolgenti attori: Bruno Putzulu della “Comedie
    Française” e Stephane Rideau qui però un poco sottotono.

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Periferia di Parigi. Sul treno che va da Saint Denis a Bobigny tanti passeggeri si ritrovano ogni giorno, quasi non si guardano e non si riconoscono. Una signora matura, anch’essa sulla vettura, parlando verso l’obiettivo, riflette sul fatto che ognuno di essi ha una storia che meriterebbe di essere conosciuta. Ed eccone alcune. Un ragazzo porta fiori sulla tomba dell’amico morto di AIDS e ricorda il periodo di quando andava a trovarlo in ospedale. Un giovane osserva i piedi delle ragazze: è in cerca del piede migliore di una ragazza da sposare, ma poi sposa una con i baffi. Una ragazza va al funerale di una signora anziana che abitava nello stesso condominio: è sola, nessuno si è ricordato della vecchietta. Un uomo viene avvicinato da un altro quando scende dal treno, e poi vanno a casa insieme. Un ragazzo e una ragazza vanno ad un concerto di Bach, e poi si recano a casa di lui. Anna, una giovane, ha paura di instaurare rapporti troppo seri, e dice a se stessa che preferisce restare sola. Finiti i racconti, la signora narrante incontra la figlia Christiane, che è andata via di casa. Poi la signora riprende il viaggio, e augura buona notte.

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