Parfum nommé Saïd

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Parfum nommé Saïd

Con questo documentario autobiografico il regista Philippe Vallois (che però nel film si fa chiamare Gerard) vuole lasciare una traccia del suo grande amore per il bellissimo ragazzo marocchino Said, ma di fatto celebra anche la bellezza selvaggia del Marocco, (che egli ha iniziato ad amare già da bambino), ed il fascino di tutti i ragazzi marocchini così virili, muscolosi e socievoli (infatuazione anche in questo caso nata molto precocemente).
Vallois compone un curioso collage mischiando le riprese dei suoi viaggi in Marocco e della sua relazione con Said, con scene di un’altra storia completamente inventata (con effetto di film nel film) e aggiungendo spezzoni di film arabi, poesie e fotomontaggi, il risultato è quindi in realtà un ibrido tra il documentario, il racconto fantastico e la video-arte… segue sulla scheda (R.M.)

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3 commenti

  1. E’ un film mediocre sul turismo sessuale di uomini avanti con gli anni e ragazzi arabi. I ragazzi arabi sono tradizionalmente bisessuali, quindi non hanno problemi a fara sesso con uomini, maturi e non. Questi ultimi ,sopratutto i maturi, vogliono ammantare di sentimenti un’avventura sessuale più o meno a pagamento e non vogliono vedere quanto l’interesse sia alla base del rapporto. La cosa sconcertante poi è che non vogliono chiarire a se stessi che l’ultima cosa che veramente desiderano è sconvolgere le loro vite in Europa facendo immigrare questi ragazzi che , oltretutto, nella vita ufficiale vogliono solo rapporti etero e una famiglia etero.
    Nell’insieme per la maggior parte dei casi (non sempre ovviamente) è uno squallido reciproco inganno.Voto 5.

  2. Jim Puff

    In concorso video al “Torino film festival” del 2004 questo documentario può non piacere, ma descrive bene un’ abbastanza diffusa attrazione di uomini maturi europei verso i giovani dei paesi nord africani, con i loro giovani corpi e desideri, il reciproco scambio, i sottili ricatti e le aspettative deluse.
    Il film/documentario non analizza gli aspetti sociali e psicologici del fenomeno narrato.

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segue da sopra (contiene finale)

… Mentre si trova a Marrakech per girare un film sulla danza orientale, Gérard dirige la sua telecamera sul giovane e atletico Saïd. E’ il classico colpo di fulmine. Ne nasce una storia d’amore vissuta viaggiando continuamente attraverso i bellissimi paesaggi marocchini nel corso di diverse vacanze di Gerard.

Allo spettatore non sfugge da subito quanto fragile possa essere una relazione di questo tipo, tanto grandi sono le distanze, sia fisiche che socio-culturali che dividono i due protagonisti.
Non che Said non ami Gerard. Said è attratto lui, perché Gerard è intelligente, colto, brillante, è ancora un bel uomo e, oltretutto, è generoso e rappresenta una chance per potersi trasferire in Europa. Vediamo Said fiero di lui quando lo presenta alla sua famiglia di pastori, e lo sentiamo ripetere tante volte che ama Gerard e che gli piace fare sesso con lui.
Dopo ogni vacanza Gerard fa ritorno a Parigi ed al suo lavoro. Col passare del tempo nelle lettere e nelle e-mail di Said i sentimenti si raffreddano. I tentativi di portare Said in Francia non danno buoni frutti, anche perché Said parla male il francese e non ha una vera professione (in Marocco vende olive al mercato). Può anche darsi che Gerard non si sia impegnato più di tanto per portare Said in Francia, ma noi ovviamente conosciamo la storia solo nella versione di Gerard.
Fatto sta che Said, lasciato solo in Marocco, ma equipaggiato dallo stesso Gerard di telefonino, portatile e di connessione internet, tramite chat entra in contatto con delle donne europee e alla fine decide di sposare una spagnola, cosa che gli garantisce in un colpo solo la cittadinanza europea, la rispettabilità sociale e forse soddisfa maggiormente le sue inclinazioni sessuali (ma questo probabilmente il regista lo sapeva già dall’inizio).
D’altra parte lo stesso Gerard, non doveva essere cosi preso da questa storia d’amore come diceva di essere, se subito dopo la sua separazione da Said, ha proseguito la sua vacanza in Marocco, diventando amico di altri splendidi muscolosissimi ragazzi. (R.M.)

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