La Pantera rosa sfida l'ispettore Clouseau

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La Pantera rosa sfida l'ispettore Clouseau

Causa involontaria del ricovero in manicomio del suo superiore Charles Dreyfus, l’ineffabile Jacques Clouseau, che gli è subentrato nella carica di ispettore capo della polizia francese, provoca, proprio il giorno in cui egli, giudicato guarito, sarebbe stato dimesso dalla clinica, una sua definitiva ricaduta. Pazzo, ma lucido. Dreyfus non ha ormai che uno scopo: uccidere Clouseau. Quando, però, i suoi tentativi di sbarazzarsene di persona falliscono, egli si circonda dei più abili criminali di Francia e col loro aiuto rapisce l’inventore di uno spaventoso ordigno capace di far sparire nel nulla ogni cosa toccata dal suo raggio. Minacciando, dopo averne dimostrata la potenza eliminando in un baleno il Palazzo newyorkese delle Nazioni Uniti, di disintegrare mezzo mondo se Clouseau non sarà ucciso, egli riesce a far sguinzagliare contro l’odiato ispettore quattordici agenti segreti. I migliori di molte nazioni, i quali però, datisi appuntamento per uccidere Clouseau durante l’Oktoberfest di Monaco, soccombono sconfitti dalla sua incredibile fortuna. Per nulla consapevole del pericolo corso, l’ispettore, che ha scovato il rifugio di Dreyfus, affronta con sublime incoscienza il suo terribile nemico proprio nella sua tana… In una scena del film vediamo Clouseau che segue il maggiordomo Jarvis che entra in un bar gay, “The Queen of the Hearts”, pieno di gay effeminati. Il maggiordomo si rivela essere la star travestita del locale e si esibisce in numeri drag di canto e danza coinvolgendo il confuso ispettore. Ma quando entra il cattivo di turno, l’ardente drag riprende tutta la sua virilità combattendolo aiutato dalla sua sorprendente ragazza.

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Critica

“Se la serie dell’ispettore Clouseau, giunta alla sua quinta puntata, sfida ancora con discreto successo l’usura del personaggio, il merito è soprattutto di Peter Sellers. Con questo non si vuol dire che il film sia privo di gags divertenti: numerosi, però, sono anche i momenti di stanchezza inventiva, le situazioni che si ripetono, ed è solo la ‘verve’ dell’attore, in quei casi, a mascherare i difetti di una sceneggiatura non molto brillante.” (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 82, 1977)

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