Otra historia de amor

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Otra historia de amor

Raul (Arturo Bonin) è direttore di una importante azienda, è sposato ed ha un figlio. La sua vita tranquilla e regolare cambia improvvisamente quando Jorge (Mario Pasik), un giovane impiegato che lavora nel suo settore, comincia a mostrargli un interesse del tutto particolare fino a dichiarargli il suo amore.
Il maturo Raul tenta dapprima di contrastare le avances del giovane subalterno, cerca di resistere alle trappole che questi gli tende, ma alla fine cede al fascino della trasgressione e se ne innamora, tanto da essere indotto a mandare all’aria il suo matrimonio per convivere con Jorge. La situazione si complica quando il pettegolezzo dilaga anche sul posto di lavoro e per non rovinarsi la carriera accetta il consiglio dei vertici (più simile ad un ultimatum che ad un consiglio) di lasciare il Paese e di trasferirisi in una Filiale all’estero… Questo bel film racconta la difficoltà di mantenere un rapporto d’amore tra due uomini, capo e dipendente, in un paese emergente come l’Argentina. Il tema di questo film è la libertà di scelta su come vivere e come sentirsi nel contesto sociale. La storia, semplice ma toccante, offre la rara opportunità di vedere un rapporto gay in cui le persone coinvolte non hanno alcun senso di colpa e offre inoltre una visione positiva sui due amanti. Il film ha vinto il “Premio del pubblico” al Torino International Gay & Lesbian Film Festival nel 1988. (F.T.)

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https://youtube.com/watch?v=VXUhbQ6DzLc%26hl%3Dit_IT%26fs%3D1

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Come se nell’amore, si potesse scegliere, come se non fosse un raggio che ti rompe le ossa e ti lascia stecchito nel cortile, (Julio Cortàzar). Per varie ragioni questo filrn sorprenderà molti, piacerà ad altri e irriterà qualcuno, ma sarà un film che farà parlare. Perché “Otra historia de amor” non è un film sui “finocchi”, ma la storia di due uomini, non tanto all’opposto come dimostrano le apparenze, che si scoprono innamorati. Roúl è un dirigente quarantenne, sposato do venti anni e ha un figlio adolescenle. Nella sua vita strutturata come quella di tanti altri non gli è mai capitato nulla di molto interessante. Vive nel contesto di una educozione dove il bianco è bianco, il nero è nero, il buono è buono ed il cattivo è cattivo. Senza sfumature, senza grigi, senza possibiltà. Dall’altra parte Jorge è differente, aperto nella sua sessualità, irrimediabilmente seduttore. ll destino con forma di ufficio, li fa prima incontrare e poi mettere insieme, in una relazione che avrà il sapore del sesso, dell’amore, degli ostacoli e, finalmente, della libertà. (Togay 1988)

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