L' Ospite

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L' Ospite

Giulia ha ventidue anni, sta per terminare gli studi in legge e intanto lavora nell’importante studio legale del padre Antonio, dove anche la madre Marta svolge mansioni di segreteria. Giulia ha un fratello e una sorella, e un ragazzo, Andrea, di cui è innamorata. Tutto cambia quando, attraverso la segreteria telefonica dell’ufficio, Giulia capisce che il padre ha una relazione omosessuale, e, poco dopo, la madre presenta ai familiari il suo giovane amante, un tailandese che lei, passato il primo periodo, invita a vivere in casa propria. Di fronte a questi eventi, Giulia è pervasa da un senso di vergogna e non sa più come comportarsi. Gli esami le vanno male, il rapporto con Andrea si interrompe, tutto sembra incomprensibile. Dopo molte litigate e scontri forti, Giulia torna allo studio del padre, lo incontra e lui le ricorda che è il compleanno della madre. Giulia sogna un compleanno con la famiglia riunita a tavola a festeggiare. Quindi va sotto casa di Andrea e pensa, forse, che è il momento di tornare con lui. (Cinematografo.it)

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Sinossi:
In una camera un uomo è seduto nel letto, il compagno si veste e se ne va.
Un uomo entra in uno studio legale, dove sono già presenti la moglie e un’impiegata; poco dopo li raggiunge la figlia.
Giulia ha 22 anni, sta x laurearsi in legge ed aiuta i genitori / entrambi avvocati e docenti universitari) nello studio legale.
Ha un fratello, Stefano ed una sorella cantante, Claudia, molto diversa ed anticonformista con la quale non va d’accordo.
In seguito ad una telefonata giunta alla moglie, nello studio sale la tensione e il marito urla con la moglie e la figlia.
Il giorno seguente il giovane amante orientale della madre giunge a casa e insieme partono in vacanza x una settimana.
Giulia affranta dal dolore e dalla vergogna si rifugia in bagno a
piangere, poi esce e va a trovare Andrea, un compagno di studi e
allievo del padre, di cui è invaghita; si ferma a dormire da lui ed iniziano una relazione.
La madre rientra dalla vacanza e i rapporti familiari precipitano, Stefano va a vivere con la ragazza in un appartamento e propone a Giulia di andare a vivere con loro.
Giulia intensifica la relazione con Andrea e gli confida di avere abortito due anni prima.
Andrea va nello studio dei genitori per presentare la tesi al padre e gli comunica che sta con la figlia, mentre Giulia interpellata nega.
Una sera rientrando a casa Giulia trova la madre e l’amante seminudi;
alla comunicazione che il giovane sarebbe rimasto a vivere con loro,
ne scaturisce un violento alterco dove accusa la madre di essere una puttana.
Giulia e Stefano sono profondamente legati al padre e mal sopportano la relazione della madre, e chiedono alla sorella di unirsi all’incontro col padre per prendere una decisione, ma Claudia rifiuta dicendo che c’è un filippino in ogni famiglia e che a lei Nimal è simpatico.
Il padre rifiuta l’invito dei figli a prendersi un appartamento, vuole continuare a vivere con la moglie e l’amante.
Giulia sempre + scossa, arrabbiata con la madre, inizia a non seguire le lezioni e perdere gli esami; quando il fidanzato incontra la madre con l’ amante, Giulia, se ne vergogna profondamente, lascia il fidanzato e chiede al padre di rinunciare a seguirne la tesi.

FINALE:
Durante un viaggio in automobile Giulia investe un cane e lo finisce a sassate; rientrata sconvolta nell’ufficio dei genitori, in attesa di parlare col padre, ascoltando la segreteria telefonica sente il messaggio di un uomo che chiede al padre di continuare a frequentarsi. Il padre le dichiara che è vero e che ha sempre mentito.
Giulia dopo aver partecipato al compleanno della madre ritorna piangendo sotto la finestra del fidanzato. (I.F.)

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L’ospite è un film molto amaro, dove con gli occhi di una figlia viene descritto il dramma di una famiglia borghese, il dissolversi dei sentimenti, l’incomunicabilità tra i membri, l’ipocrisia nei rapporti, la necessità di continuare a far finta di nulla, che tutto vada comunque bene. Ma è soprattutto un film che racconta la vergogna, quella più meschina, che si prova nei confronti degli altri per i nostri comportamenti, la paura del giudizio e della condanna.
Il film è tratto dal romanzo di Silvia Cossu “La vergogna”.
Umberto Orsini è bravo a tratteggiare un personaggio sgradevole, tiranno, meschino e spesso isterico, mentre un poco rigida risulta la madre. (I.Fontanelle)

“Esordio assai ambizioso ma non riuscito. (…) Forse si vorrà affermare che l’amore e ancor più l’espressione della sessualità non tollerano pregiudizi e neanche giudizi, forse si vorrà affermare che non necessariamente la generazione dopo è più aperta di quella che l’ha preceduta. Ma, per quanto interessante, è tutto piuttosto accademico, perché il film non sa comunicare emozioni”. (Paolo D’Agostini, ‘Annuario del cinema italiano 1999/2000’)

“Prossima alla laurea in giurisprudenza, Giulia (E. Treccani) apprende che la madre (A. Zagaria) ha un giovane amante thailandese e scopre che il padre (U. Orsini) è gay. Nonostante l’ambiente altoborghese e il clima culturale – permissivo più che tollerante – in cui è cresciuta, ne prova vergogna. 1° film del romano A. Colizzi (1962), figlio del regista Giuseppe Colizzi (1925-78). Lo ha prodotto e scritto con Silvia Cossu che ha sceneggiato un proprio romanzo, pubblicato dopo l’uscita del film. I limiti e gli scompensi di questo dramma psicologico sono proprio di sceneggiatura, soltanto in parte compensati da una scrittura registica ben controllata e attenta alle sfumature. Premiato al Festival Cittadelle di Arezzo 1999 per la fotografia di Marco Pontecorvo.” (Il Morandini)

“Una famiglia perbene: il padre è omosessuale. Cerca di nascondere le sue tendenze, ma la figlia lo scopre. La madre ha un giovane amante orientale e se lo porta in casa suscitando inevitabili reazioni da parte dei figli. Vorrebbe essere Teorema 2000 ed è solo un film involontariamente comico. Con un Umberto Orsini che regge sulle spalle il peso di un ruolo nervoso e complesso. Ma non basta. Presentato al Forum del Festival di Berlino ’99.” (Il Farinotti)

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