Orlando

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Orlando

Sally potter ha detto: “Ho lavorato nella convinzione che il pubblico conosce dall’inizio che qui c’è una donna che interpreta un uomo, così la cosa da fare è riconoscerlo e cercare di ricreare uno stato di sospensione d’incredulità… Come regista ho lavorato per aiutare Tilda ad acquisire una qualità di trasparenza sullo schermo. La sfida maggiore per entrambe era mantenere il senso di sviluppo del personaggio anche quando le riprese non ne rispettavano la continuità e con il finale ancora impreciso. L’intenzione era che avremmo dovuto trovare una qualità continua nel divenire del personaggio che potesse giungere a sospendere l’incredibilità circa maschilità, femminilità, immortalità.”

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3 commenti

  1. zonavenerdi

    Problemi di identità sessuale per un giovane ragazzo nell’Inghilterra del rinascimento.

    La Swinton è una gran brava attrice e l’ha dimostrato anche in questo film, ma (concordo con quanto scritto prima di me) questo film è particolarmente noioso. E questo influenza non solo l’attenzione, ma anche il voto all’intero film …

  2. pal39

    Concordo con cypsel79 , il voto della scheda è veramente troppo scarso. Più saggi i nostri voti e la loro media. Non fosse altro che per la curatissima regia e la recitazione della Swinton , come sempre assolutamente ottima. E’ un’attrice non adeguatamente valorizzata. Basti pensare a “Io sono l’amore” di Guadagnini e a quanto magnificamente ha reso il suo personaggio. Comunque tornando a Orlando tutto chiaro : è un film da vedere. Soltanto ha con sè un difetto d’origine. Come il romanzo della Woolf (forse un pò meno) è decisamente noioso. Il libro (a differenza delle altre opere della Woolf) è così barboso che sono riuscito a leggerlo solamente a pezzi e solamente quando ero ragazzo , in preda al sacro fuoco letterario. Ora non ci proverei nemmeno più. Certi romanzi chi mai li legge tutti interi ? Ulysses di Joyce per esempio ? Voto 7.

  3. cypsel79

    è un film veramente particolare e insolito, come il romanzo di virginia woolf da cui è tratto.. il doppiaggio italiano lo snatura un po’ ma in ogni caso è da vedere, anche se di certo non è molto “scorrevole”, richiede una grande concentrazione nel seguirlo e può risultare un po’ ostico. occhieggia a jarman senza cadere nelle assurdità fastidiose del cinema di jarman.. in ogni caso 1.5 di voto di questa scheda è un’ingiustizia, è un bel film soprattutto dal punto di vista estetico (fotografia, costumi ecc.), la trama è visionaria e in generale la perplessità è dietro l’angolo, ma complessivamente non è male.

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Siamo alla fine del ‘500, durante il regno della regina Elisabetta, in uno dei più bei castelli d’Inghilterra, Knole (la casa di Vita/Orlando); conosciamo Orlando a sedici anni quando, splendente di giovinezza nella dimora avita è un poeta inquieto e curioso”… un milione di candele ardevano in Orlando, senza che egli si desse pensiero di accenderne neppure una sola. Era agile come un cervo senza bisogno di pensare alle sue gambe. Parlava con la voce che la natura gli aveva dato ed ecco che faceva risuonare un gong d’argento…” Persino l’anziana Elisabetta ne rimane affascinata tanto da chiamarlo presso sé a corte e conferirgli l’ordine della Giarrettiera. Poi, nell’anno del grande gelo, 1608, Orlando si innamora di una bellissima principessa russa, Sasha, in visita a corte, che danza sul ghiaccio con piglio speciale; non esita a rinunciare al casato ed alla sposa promessa per fuggire con lei. Ma appena il Tamigi ghiacciato tornerà a fluire lei se ne va. Orlando resterà per lungo tempo legato al ricordo della ragazza: il crollo di quell’amore e’ il crollo del suo stesso mondo … cade nel sonno per una settimana … poi, sempre nel tentativo di dimenticarla, siamo ormai nel 18° sec., si fa mandare a Costantinopoli come ambasciatore di sua maestà Carlo; qui assiste allo scoppio di una sommossa, senza riuscire a riconoscersi nel ruolo militare e virile della guerra… caduto ancora in un sonno lungo sette giorni … Orlando si accorge al risveglio di essere diventata donna. Dopo aver vissuto per qualche tempo come capraia con una tribù di nomadi con cui impara molto, Lady Orlando decide di tornare in Inghilterra. “…Ma presto Orlando doveva imparare a sue spese quanto poco possano i tempestosi palpiti dell’entusiamo contro le ferree costrizioni della legge, e come questa sia più ferrea delle pietre del ponte di Londra, e più severa parli la sua bocca che non quella di un cannone…” “…non era passato molto tempo e in Orlando l’uso delle vesti femminili aveva modificato persino i tratti del viso… Per quanto sembrino cose di secondaria importanza, la missione degli abiti non è soltanto quella di tenerci caldo. Essi cambiano l’aspetto del mondo ai nostri occhi e cambiano noi agli occhi del mondo… Così si potrebbe sostenere che sono gli abiti che portano noi e non noi che portiamo gli abiti…” A Londra Orlando frequenta i salotti dei più famosi intellettuali e poeti che alternano ad un illuminismo noioso e astratto una misoginia imbarazzante. Nel 19° secolo, quale giovane e avvenente signora del suo tempo, Lady Orlando si confronta con la costrizione del matrimonio, con i compiti che la società si aspetta da una donna dabbene, con la negazione di identità patrimoniale propria garantita solo da un’erede maschio … L’incontro con Shelmerdine le porterà infine l’amore e la pattuizione della libertà … Nel finale del film però qualcosa cambia rispetto al libro … comunque dopo quasi quattrocento anni Orlando è ancora una giovane donna che non dimostra più di 36 anni. (da cinemadonne.it)

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