L'opera al nero

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L'opera al nero

Nel XVI secolo, durante il periodo dell’Inquisizione, Zenon Ligre, un alchimista dedito alle scienze mediche e naturali, dopo aver trascorso gran parte della propria vita peregrinando per l’Europa torna nella sua città natale, Bruges. Ospitato da un vecchio amico, Zenon diventa il medico del convento dei Cordeliers. Bisessuale intrattiene qui dei rapporti con un giovane frate. Accusato di rapporti contro natura, di stregoneria e di omicidio, Zenon viene processato. Terrorizzato dall’idea di essere condannato al rogo, Zenon si suicida nella sua cella. Il film è tratto dal libro omonimo di Marguerite Yourcenar

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Le Fiandre nel XVI secolo sono occupate dagli spagnoli e nelle aule di tribunale l’azione devastante dell’Inquisizione è attivamente impegnata nel condannare tutto ciò che si scontra con il potere dominante.
Zenone, medico e alchimista, sta rientrando nel suo paese natale dopo un lungo girovagare in paesi lontani. In Spagna e Italia ha studiato le proprietà dei metalli i e ha effettuato importanti studi scientifici.
E’ un libero pensatore destinato a scontrarsi con l’autorità religiosa del suo tempo giacché , da uomo di scienza qual’é ,sostiene che tutto il potere si basa sulla conoscenza e la conoscenza sull’esperienza e un simile pensiero viene visto come la negazione di Dio e dell’autorità della Chiesa. Accusato di aver ucciso un amico medico viene sottoposto a processo. Il rito processuale permette l’esposizione delle convinzioni che ha maturato nella sua esperienza che naturalmente suonano come eresie agli orecchi dei membri giudicanti ; la condanna al rogo è la conclusione scontata di un potere che non sa convivere con idee diverse dalle proprie. Ma Zenone preferisce suicidarsi piuttosto che venire bruciato vivo.
E’ interessante sottolineare che le parole usate dall’Inquisitore nel processo sono un collage di frasi fatte tratte dal repertorio usato dagli ayatollah e dai dittatori dell’America Latina dei giorni nostri. Zenone è un uomo di oggi che afferma la libertà del suo pensiero e sostiene la fiducia nelle forze della mente pervenendo a tutto ciò con la fatica di chi sente l’impulso imperioso verso la ricerca di una verità propria. Ecco perché il titolo: in alchimia, l’opera al Nero, rappresenta la fase di dissoluzione della materia quindi per analogia, il momento fondamentale in cui un essere cerca di liberarsi dai suoi pregiudizi e si mette alla ricerca della sua “verità”. (da primissima.it)

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