Nos parents sont gays et c’est pas triste

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Nos parents sont gays et c’est pas triste

E’ il primo documentario mostrato dalla televisione francese che affronta il problema dell’omoparentalità, cioè famiglie omosessuali con figli. E’ un documentario destinato soprattutto ai giovani che devono confrontarsi con queste problematiche e che non vogliono più vivere segretamente la loro particolare situazione, che non vogliono discriminazioni e che si sentono figli normalissimi di genitori normalissimi. Dalle parole della regista: “Non sono assolutamente figli diversi dagli altri, hanno i problemi di tutti e forse sono più tolleranti e democratici. Ho fatto questo film perché imparino a rispondere alle insolenze gratuite e ai pregiudizi e soprattutto perché non abbiano paura di vivere la loro situazione. Il segreto non è mai benefico.”

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Dopo il divorzio dei suoi genitori, la sedicenne Emmy-Lou vive una settimana con suo padre e la sua nuova compagna e la successiva con sua madre e la sua nuova compagna. La madre di Emmy-Lou ha fatto un figlio con lei tramite l’inseminazione artificiale. Insieme a Eliot, il fratello diciottenne, Emmy-Lou si trova a fare i conti con il lesbismo della madre: come dirlo agli amici, come vivere la pressione scolastica? I due fratelli decidono di incontrare altri adolescenti allevati in famiglie omoparentali, e conoscono Wendy, tredici anni, originaria del Salvador, che è stata adottata da una coppia di donne, e Charles e Dorothea, gemelli di sedici anni nati con l’inseminazione artificiale e allevati dalla madre e dalla sua compagna. Insieme, i ragazzi si interrogano sul modello parentale, sulla propria identità sessuale e sulle conseguenze dell’assenza di un padre. (da Immaginaria.org)

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