Non è romantico?

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Non è romantico?

Il film vorrebbe essere una parodia del genere commedia romantica, ma senza il necessario cinismo e la pungente satira che ad esempio caratterizza film come “Scream” di Wes Craven che risultano convincenti nella critica al genere preso di mira. Qui si vorrebbe ridicolizzare il genere commedia sentimentale, con le sue aspettative semplicistiche, i suoi personaggi ottimisti e poco realistici, e le sue storie d’amore fuori da qualsiasi realtà, o forse l’amore stesso. Il risultato però sembra l’opposto di quello che si vorrebbe mettere alla berlina, anzi alla fine appare chiaro che gli autori credono fermamente in quello che vorrebbero ridicolizzare. Se lo scopo era quello di divertire diciamo che in parte ci sono riusciti, momenti come quello che vede la protagonista (Rebel Wilson) in attesa di consumare il suo amore per il bel spasimante (un sempre desiderabile Liam Hemsworth) contengono sprizzi di mordace critica, in questo caso rivolta al fatto che nelle commedie romantiche non ci sia spazio per il sesso ma che lo si possa solo immaginare. Anche la critica ai personaggi gay delle commedie rosa ha momenti efficaci: il gay di turno, in questo caso Donny (Brandon Scott Jones), deve essere il principale amico della protagonista, possibilmente il vicino di casa, e comparire miracolosamente ogni volta che questa ha bisogno di un consiglio. Per di più deve essere scheccante, piccante e salace (cosa che farà dire alla nostra eroina di aver portato indietro di cento anni la rivoluzione gay) mentre nella realtà Donny è un vicino di casa gay velato che accoglie in casa molte ragazze (alla fine scoprirete perchè).
Non salva il film nemmeno il messaggio morale che vorrebbe lanciare: prima di cercare la persona giusta da amare devi imparare ad amare te stesso, messo lì come il cacio sulla polenta (anzichè sui maccheroni), un momento troppo gratuito ed estemporaneo. Brevemente accenniamo alla trama. Natalie (Rebel Wilson) è una donna sulla trentina sovrappeso che ha fatto tesoro dell’insegnamento materno che già da bambina, mentre guardava in tv Julia Roberts, le assicurava che il mondo reale era assai diverso e che noi “non siamo Julia Roberts” (la musica è quella di “Oh, Pretty Woman” cantata da Roy Orbison). Lavora come architetto in una media società di New York, ha anche due collaboratori alle sue dipendenze, ma non ha polso e soprattutto non ha la capacità di mostrare il proprio valore. Chiaramente non ha fiducia in se stessa e non si ritiene meritevole nè di venire apprezzata sul lavoro nè di avere le attenzioni di qualsiasi spasimante (che pure c’è ma per lei è invisibile). La vediamo in una accesa discussione con la sua assistente che difende a spada tratta le commedie romantiche (le guarda in tv anche sul posto di lavoro) e tutto il loro corollario di ottimismo, amore e felicità sempre dietro l’angolo. Natalie nega tutto questo come irreale e fuorviante, ma dopo un brutto colpo alla testa, dovrà ricredersi trovandosi immersa proprio in una meravigliosa e fiabesca New York, piena di negozi di fiori, con piccioni che volano in formazione a forma di cuore sul ponte di Brooklyn, con spasimanti ad ogni angolo, una casa da mille e una notte, e un amante che meglio non si potrebbe… Apprezzabili i due momenti musicali. Il film viene distribuito direttamente da Netflix.

synopsis

A young woman disenchanted with love mysteriously finds herself trapped inside a romantic comedy.

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