My Days of Mercy

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My Days of Mercy

Era difficile riuscire a fare un film sulla pena di morte e nello stesso raccontare una storia d’amore omosessuale senza nessuna inibizione. La regista lesbica Tali Shalom-Ezer, qui al suo terzo film, ci riesce perfettamente, regalandoci una storia avvincente e profondamente commovente. Le due protagoniste del film, Mercy (una Kate Mara che non ha nulla da invidiare alla più famosa Rooney Mara vista nel ruolo lesbo del film Carol) e Lucy (la militante lesbo Ellen Page che cresce di film in film), sono due donne che devono vedersela entrambe col problema della pena di morte, anche se si trovano su fronti opposti. Il padre di Lucy, Simon (Elias Koteas), si trova nel braccio della morte, per l’omocidio della moglie, in attesa di esecuzione. Quasi ogni settimana Lucy, la sorella Martha e il fratello Benjamin vanno alle manifestazioni contro la pena di morte negli Stati Uniti, che spesso vedono fronteggiarsi contrari e favorevoli. Ad una di queste manifestazioni, nel Kentucky, Lucy vede una donna bionda dall’altra parte della strada che la guarda e sorride. È la figlia di un ufficiale di polizia il cui compagno è stato ucciso e l’assassino sta per essere giustiziato. Chiaramente si trovano su fronti opposti, la famiglia di Mercy è conservatrice, religiosa, ricca, tutto l’opposto di quella di Lucy, ma questo non limita l’interesse che da subito provano una per l’altra. Iniziano a conversare, poi vanno in un bar, poi s’incontrano ad una seconda manifestazione dove passano dal flirtare al sesso, intenso e carico di passione (bravissima Mara che, ricordiamo, non è lesbica). Lucy, appena ventenne, non ha ancora un lavoro. La sorella maggiore Martha (Amy Seimetz) era all’università quando la madre è stata uccisa, un fatto che l’ha costretta ad interromper gli studi, ed ora è praticamente la capo-famiglia. Il fratello minore Benjamin (Charlie Shotwell) era solo un bambino quando accadde la tragedia. Tutti hanno sofferto terribilmente rischiando lacerazioni traumatiche. Quando Lucy racconta a Mercy perchè suo padre si trova nel braccio della morte, Mercy, che è avvocato, si propone di aiutare la sua famiglia, permettendogli l’accesso ad un laboratorio criminale che potrebbe riesaminare le prove nel caso del padre. Questo aiuto potrebbe salvarlo, ma potrebbe anche condannarlo definitivamente, una possibilità traumatica per Lucy e la sorella… Noi non sappiamo fino alla fine del film se il padre sia colpevole o meno, ottima scelta di regia e sceneggiatura che ci coinvolge maggiormente nel duplice racconto di conflitto (tra Lucy e il padre) e d’amore (la sua relazione con Mercy), condotti entrambi con estrema misura e grazia. Stranissimo ed è un vero peccato che negli USA il film non abbia avuto la distribuzione che meritava. Anteprima italiana al Festival Mix di Milano 2018

synopsis

The daughter of a man on death row falls in love with a woman on the opposing side of her family’s political cause.

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