Morire a Roma

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Morire a Roma

E’ la storia di Marco, un regista televisivo che sembra non credere più nel proprio lavoro; di Anna, la giovane moglie, dolce e remissiva sino a condividere in tutto gli orientamenti esistenziali negativi di Marco; di Bruno, un giovane rivoluzionario che frequenta la coppia ed è innamorato di Anna; di Andrea, un professore gay che ama Bruno e non viene da questi corrisposto. Ragioni complesse ed interiori, situazioni ed avvenimenti esteriori, tutto coopera a tenere staccati e prigionieri di ossessioni i personaggi. La crisi conduce Anna al suicidio e induce anche Andrea, il professore, a tentarlo (cospargendosi di benzine e dandosi fuoco dentro un vespasiano sul Lungotevere, meta di battuage gay). Marco, finendo così per determinare il tragico gesto della moglie, trova una nuova dimensione nella sua attività . Bruno, a sua volta profondamente ferito nei suoi ideali, procede maturando una rielaborazione della propria posizione politica. Film di interesse politico-sociale dell’Italia post sessantottina, un po’ troppo cerebrale ed impegnato per coinvolgere totalmente, ma godibile sotto l’aspetto gay per l’amore segreto e infine dichiarato dell’uomo adulto verso il giovane e il suo “coming out” nello squallore di un cesso pubblico. (F.T.)

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