Un mondo di marionette

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Un mondo di marionette

Un giovane ricco, brillante, con una bella moglie e solida posizione, assassina, senza un motivo apparente, una prostituta. Si tenta di ricostruire il movente. Nel manicomio criminale in cui viene rinchiuso, si ritrovano il magistrato, lo psichiatra del giovane, la moglie, la madre, i conoscenti: ognuno porta una sua spiegazione di quel delitto gratuito. Ma ciascuna sembra vanificare quella precedente. Un Bergman tagliente, raggelato, capace di dare vita ad un film coinvolgente, disperato e lancinante. Film in bianco e nero con alcune scene a colori per sottolineare il cambiamento avvenuto nel protagonista. Il personaggio omosessuale nel film è Tim (Walter Schmidinger) il collega della moglie di Peter Egerman, il protagonista, del quale è segretamente innamorato e che sarà chiamato insieme agli altri personaggi ad immaginare il perchè di quell’assassionio. Bel film, impegnativo seguirlo. (Paolo Cucchi)

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Peter Egerman sembra felicemente sposato con Katarina. I due hanno un comportamento esteriormente corretto anche se, pur dichiarandosi il reciproco amore, si sono concessi, secondo i canoni vigenti nella società permissiva di oggi, una certa libertà di rapporti occasionali. Così, in apparenza, sembra che le incrinature tra i due coniugi Egerman siano il fatto di non avere figli e il legame di Peter con la mamma, Cordelia, una donna anziana, pesante e abbastanza possessiva che la nuora Katarina cerca di evitare. Ciò nonostante, senza motivi plausibili, Peter una sera si ferma in un locale per “voyeurs”; ottiene con la connivenza del custode che la prostituta Katarina “K” si intrattenga con lui. Durante l’incontro Peter si comporta stranamente e finisce per strozzarla. Mentre Peter si trova rinchiuso in un manicomio criminale, il giudice istruttore e lo psichiatra Morgen Jensen frugano, ciascuno dal proprio punto di vista, nei precedenti dell’assassino. Il giudice scopre che Tim, compagno di lavoro della signora Egerman, è un omosessuale, interessato allo stesso Peter, cui ha segnalato il nome e l’indirizzo della futura vittima; scopre anche che Brenner, un amico di Peter, ha dei rapporti con la moglie e recentemente Peter ha tentato di suicidarsi e ne è stato dissuaso proprio da lui, avvisato da Katarina. Morgen Jensen propone una teoria tutta sua sul caso Egerman. (Cinematografo.it)

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