Metamorfosi

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Metamorfosi

Durante l’atmosfera intima di una cena due persone, Miki e Stefania, raccontano la loro storia: dall’infanzia al presente affermano con forza l’esigenza di essere ri-conosciuti nel genere sessuale nel quale si identificano e non in quello biologico in cui sono nati, ripercorrono le vicende che hanno scandito il loro percorso di crescita, di consapevolezza e di transizione, fino alla decisione sofferta ma liberatoria di riassegnazione chirurgica, di autodeterminazione dei loro corpi. Senza una sceneggiatura a cui sottostare, senza battute da ricordare, libero flusso delle emozioni e un solo grande tema: le metamorfosi.
Una trasformazione che non riguarda solo il corpo fisico, ma anche il corpo sociale e la vita intima delle persone, con un interesse particolare alle diverse dinamiche relazionali e affettive che vivono. La transessualità vissuta lontana dai soliti stereotipi in cui per decenni è stata semplicisticamente rinchiusa, prende luce in una dimensione nuova: persone bisognose di normalità, di libertà, di famiglia, di amarsi e amare.
Esperti di identità di genere, psicoterapeuti, sessuologhi, ma anche Drag Queen e transgender contribuiscono con il loro punto di vista a far luce sull’antico mistero che da sempre avvolge l’esistenza dell’uomo ed il suo desiderio di cambiamento, di metamorfosi.
“Questo film nasce dal mio interesse per la figura mitologica di Dioniso -dichiara Paolo Lipartiti -il Dio per eccellenza ambiguo, androgino, maschio e femmina insieme, creatore e distruttore al tempo stesso, colui che si trasforma per salvarsi, la divinità che racchiude in sé il suo essere umano, divino e bestiale. Tutto questo, ma tanto altro ancora, mi ha portato a riflettere sulla mia esistenza, sull’esistenza e i vissuti di tante persone come me, che hanno lottato per affermare se stessi, che hanno rinnegato parti del proprio corpo per trasformarsi in altro, un evolversi per salvarsi, un soffrire per rinascere sotto altre sembianze. Mettere in discussione il rigido codice binario del Lui e del Lei”.
Ed ecco che la parte documentaristica del film si completa con una parte artistica e lo stesso autore Paolo Lipartiti si cala nelle vesti di Dioniso e vaga, vaneggia, si rivela trionfante sull’onda impetuosa delle parole degli ospiti e degli intervistati, fra farfalle, maialini e capre, il suo multiforme seguito, percorre il suo cammino ambiguo, tra il maschile e il femminile, il suo essere doppio, frammentato, saltando impetuoso su balle di fieno, ballando su un campo di cavoli, sorpassando ostacoli, proteggendosi, esponendosi, fiero del suo essere indifferenziato: non più solo uomo, non più solo donna, ma serpente, toro, leone, Titano.
L’esaltazione della libertà viene rivendicata per tutto il racconto: libertà di espressione, di viversi a prescindere da quello che il sociale non tollera, la necessità del rispetto, del riconoscimento, dell’accettazione, viversi liberamente e liberare anche gli altri attraverso la forza del proprio vissuto. (Produzione)

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trailer: Metamorfosi

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During the intimate atmosphere of a dinner in living room two people tell their history: childhood in this retrace the events that marked their growth path of awareness and transition, until the decision suffered and release set of change sex. Experts identity ‘gender, psychotherapists, anthropologists and philosophers contribute with their views to shine about the old mystery that always wraps the existence of man and his wish we change of metamorphosis.

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