Mea Maxima Culpa: Silenzio nella casa di Dio

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Mea Maxima Culpa: Silenzio nella casa di Dio

Il film, diretto dal regista premio Oscar Alex Gibney, documenta alcuni dei più scioccanti casi di pedofilia che hanno coinvolto la Chiesa Cattolica negli ultimi anni, partendo dalla testimonianza di quattro uomini sordomuti che negli Stati Uniti, insieme ad altri 200 bambini, furono vittime degli abusi del direttore della loro scuola, padre Lawrence Murphy, e che solo da adulti hanno trovato la forza di denunciare l’accaduto. L’indagine su Murphy, accusato di abusi su oltre 200 studenti, ha portato alla luce le responsabilità del Vaticano, fino a coinvolgere la Curia Romana e lo stesso Benedetto XVI. Tutto ha inizio quando quattro ex allievi della St, John’s for the Deaf di Milwakee (un istituto cattolico per bambini sordo-muti) decidono di unire le loro forze e le loro terribili testimonianze per denunciare il direttore dell’istituto, padre Lawrence Murphy, che per anni aveva abusato impunemente di loro. Inizia una lunga battaglia legale che dovrà scontrarsi con la tenace opposizione delle istituzioni, sia civili che religiose. Partendo da questa terribile vicenda si dipana una documentatissima e fedelissima cronostoria dei casi più celebri di pedofilia che hanno coinvolto la Chiesa di Roma negli ultimi trent’anni. I silenzi, le omissioni, gli insabbiamenti che hanno coinvolto le gerarchie più alte del Vaticano; crimini mai puniti, una giustizia mai arrivata ma che oggi le centinaia di vittime, non solo americane, reclamano senza più vergognarsi.

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Un commento

  1. zonavenerdi

    Documentario mandato in onda da LaEffe.La dottrina principale della Chiesa Cattolica è quella dell’insabbiare qualunque cosa succeda al proprio interno per fare in modo che si rispettino le apparenze. Quindi l’inportante secondo il Vaticano non è “quello che è”, ma “quello che sembra”. In questo modo nel corso dei decenni sono stati coperti pedofilia e altri reati; al massimo limitandosi a spostare in altre chiese i preti responsabili di ciò. Una vergogna che per troppo tempo è stata coperta da troppa ipocrisia …

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Varie

“This is an excellent documentary on how the Catholic Church has let down its people. Child Sexual abuse has long been a problem in the Church. That’s not to say that other religions have had their problems too. It focuses on how sexual abuse, especially in deaf community and it was so rampant. The film gives great insight on how the Catholic Church succeeded in creating a massive cover up. It evens show how Pope Benedict XVI, then Cardinal Ratzinger played a vital role in covering up the abuse happening worldwide. The film may make you bitter, even angry, but for those of us who are Catholic it’s an amazing outpouring of sadness. I found myself doing more research on this subject. The victims in the film pour out their heart and souls, and even though they were deaf and they signed their lines, you are offered the opportunity to hear what they are saying with excellent guest star voices. Even the use of photography where the zoomed in on the hands signing was awesome, I felt their grief through their sign language. The cinematography is excellent and the use of old film footage makes you feel like you are there. In my opinion a must see film, especially if you are Catholic. It sends a clear message that the Church has a long road ahead in rebuilding its trust with its congregation.” (Imdb)

CRITICA:

“…Un film sconvolgente e incredibile, per la sua spietata e dettagliatissima ricostruzione storica, per la ricchezza impressionante di materiale archivistico e documentaristico edito ed inedito, per la forza emotiva e l’intensità drammatica delle testimonianze dirette. Un lavoro enorme svolto con solerzia e precisione che dipinge un quadro agghiacciante sul come le istituzioni vaticane abbiano taciuto e non agito di fronte alle centinaia di accuse susseguitesi nel tempo nei confronti di sacerdoti pedofili.
Inchieste e indagini che nel tempo hanno appurato come le più alte cariche del Vaticano siano perfettamente al corrente di ogni singolo caso, a partire da quel padre Murphy, al centro della prima parte del film, che pur ritenuto colpevole di oltre duecento casi di violenza ha potuto continuare ad “officiare” per oltre venti anni dopo le prime accuse.
Mea-Maxima-Culpa-Silenzio-nella-casa-di-Dio-posterUna spietata requisitoria che non risparmia nessuno a partire dagli ultimi due pontefici: papa Giovanni Paolo II, amico affezionatissimo di quel Marcial Maciel Degolado cui si appureranno innumerevoli e terrificanti reati, sino a papa Benedetto XVI che, sedendo a capo della Congregazione per la dottrina cattolica per oltre venticinque anni, ha studiato caso per caso ogni singola denuncia di ogni singolo prete finito sotto accusa.
Ed è proprio la figura dell’allora cardinale Joseph Ratzinger che suscita le più interessanti oltre che inquietanti riflessioni; grazie a varie testimonianze possiamo trarre un ritratto controverso quanto esemplificativo sia del cardinale che della Chiesa stessa. Ratzinger da uomo di teologia, da fine pensatore oltre che da uomo di fede, dimostrò più volte il desiderio di voler fare qualcosa di concreto in favore delle vittime, di voler agire in modo drastico per estirpare questa piaga, ma alla fine è anch’egli rimasto vittima di un millenario impianto inossidabile basato su leggi assurde, inattaccabili ed unicamente finalizzate alla difesa e alla sopravvivenza della Chiesa stessa.” (Gianluca Chianello, Cinefilos.it)

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“… Il film di Gibney, è bene dirlo, ha meriti che in sé sono più tematici che artistici. La struttura del documentario alterna interviste, fotografie e spezzoni di filmati d’epoca (tra le prime, si segnalano gli interventi di Robert Mickens, corrispondente dal Vaticano per il settimanale inglese The Tablet, e di Marco Politi, vaticanista de Il Fatto Quotidiano) con intermezzi ricostruiti, in cui i principali protagonisti della vicenda sono interpretati da attori professionisti. La formula usata dal regista è quindi quella di un classico documentario televisivo, o di un reportage tematico, senza che si segnalino soluzioni di regia o montaggio particolarmente innovative. Si avverte, piuttosto, una certa discontinuità nella struttura “narrativa” del film: questo si concentra per gran parte della sua durata sul caso di Milwaukee, fa poi un excursus (piuttosto brusco) sulla vicenda di Maciel, in seguito torna sulla linea narrativa principale per poi affrontare anche il caso di Walsh e fare un cenno (che ci sarebbe piaciuto veder approfondito) sullo scandalo degli abusi nell’Istituto Provolo di Verona. Il coinvolgimento, l’alta temperatura emotiva, l’indignazione e (in larghi tratti) l’orrore che si prova a veder raccontati sullo schermo i fatti, sono dovuti più alla peculiarità del tema trattato, alla sua naturale capacità di far prendere posizione e provocare sentimenti forti, piuttosto che alle caratteristiche del film. L’assunto di fondo, comunque, è chiaro (e anch’esso naturalmente capace di provocare rabbia e discussioni): in tutto il mondo, i casi di pedofilia nel clero vengono coperti e minimizzati, e i loro responsabili sottratti alla giustizia, da una sorta di “congiura del silenzio” che dalla dimensione locale arriva fino ai piani alti della Curia. La tesi, lungi dal configurarsi come complottista, viene suffragata da indizi, riscontri e testimonianze che hanno coinvolto persone vicine agli ultimi due pontefici…” (Marco Minniti , Movieplayer.it

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