Masahista - Il massaggiatore

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Masahista - Il massaggiatore

Veramente una bella sorpresa questo film girato in video che ha vinto (ex equo) al festival di Locarno 2005 nella sua categoria. La storia (vera) ci presenta il lavoro di un bel giovane filippino, che fa il massaggiatore “tutto fare” in una specie di bordello per omosessuali, alternate alle scene della preparazione di un cadavere (suo padre) per il funerale. Il tema del corpo dovrebbe essere quello al centro dell’interesse dell’autore. Che però a noi sembra andare molto oltre, disegnandoci molto bene la condizione della prostituzione, della sessualità e della solitudine degli omosessuali (che cercano di alleviarla in un rapporto a pagamento) nelle Filippine di oggi, forse poco diversa da molti altri luoghi. Il film oltre che un piacere per gli occhi è anche l’occasione per un’utile riflessione. Da non perdere.

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5 commenti

  1. tgender

    ritengo sia una stupidaggine incredibile per nn dire altro ma nn ha senso che poi alla fine va con la prostitua allora no è gay o si devia o è bisex misa…scusate nn ha senso sto finale del piffero

  2. tgender

    ritengo sia una stupidaggine incredibile per nn dire altro ma nn ha senso che poi alla fine va con la prostitua allora no è gay o si devia o è bisex misa…scusate nn ha senso sto finale del piffero

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trailer: Masahista - Il massaggiatore

https://youtube.com/watch?v=oU2PblSW_fA%3Ffs%3D1%26hl%3Dit_IT

Varie

L’insegna luminosa del «Maharlika», centro massaggi riservato a una clientela omosessuale, illumina discretamente un piccolo cortile. È questo il luogo in cui lavora Iliac, giovane dai lineamenti ancora acerbi, che segue il medesimo rituale con ogni cliente: lo sveste e gli fa un massaggio con un olio, preludio di un immancabile rapporto sessuale. Ma una mattina Iliac riceve la notizia della morte del padre. Inizia allora un protocollo fatto di gesti dettati dalla tradizione che devono essere rispettati e compiuti sotto gli occhi di tutti il giorno dei funerali: vestita di nero, la vedova siede accanto al defunto, il figlio primogenito (Iliac) porta la bara al cimitero, aiutato dagli altri uomini della famiglia. Nell’accostamento di situazioni in forte contrasto, Masahista mette efficacemente in scena due rappresentazioni del dovere: quello sacro riservato ai morti e quello segreto da compiere con il cliente nell’intimità sessuale a pagamento.

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