A Marine Story

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A Marine Story

Il film, ispirato ad una storia vera, fa riflettere sull’assurdità dell’impedimento per gay e lesbiche di entrare nell’esercito americano. Siamo nel 2008 e la guerra in Iraq è in pieno svolgimento. Nel Congresso americano sta crescendo il dibattito sull’abolizione della norma “Don’t Ask, Don’t Tell” (non chiedere e non dire) nel suo 15mo anniversario. Per la decorata Ufficiale di Marina Alex Everett (Dreya Weber, The Gymnast) l’abolizione di questa norma non è arrivata in tempo. Con un duro bagliore nei suoi occhi e una gran voglia di sfida, questa bionda, bella e ben costruita soldatessa, ritorna inaspettatamente nell’assonnata e deserta cittadina dove era cresciuta. In un periodo dove a nessuno è permesso di lasciare il servizio militare, Alex è stata congedata per condotta non adatta ad un ufficiale, in altre parole perché accusata di essere lesbica. A casa, un po’ a sorpresa, le autorità locali le chiedono di preparare la bella ma mordace Saffron (Paris Pickard) che a malavoglia deve prepararsi per un campo di addestramento. Col procedere dell’allenamento, diventa sempre più intensa la sottile lotta che anziché separare unisce sempre più le due donne in una forte attrazione reciproca. Quando inizia a circolare il pettegolezzo sui veri motivi per cui Alex ha abbandonato l’esercito, pesanti nubi minacciano di rovinare tutto…
Una storia toccante e coinvolgente che coraggiosamente affronta gli stereotipi negativi e i bigotti pregiudizi che colpiscono lesbiche e gay desiderosi di servire la patria.

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8 commenti

  1. regina77

    Essendo il film è tratto da una storia vera e rende bene la realtà degli Usa, con una protagonista che, pur ricevendo dallo Stato una serie di umiliazioni, (costretta a un matrimonio di facciata con un soldato gay; congedo obbligato essendo stata “beccata” ecc), rimane del tutto patriottica. Lascia un po’ perplessi il cattivo della situazione, che, dopo averle prese dalla soldatessa (ci sta, visto che lei è addestrata e lui no), non sopporta a tal punto da diventarne ossessionato e seguirla ovunque, scattare foto per divulgarle in tutta la cittadina senza che nessuno si accorga di lui.. Il lieto fine compensa la tristezza della storia. Buona la sceneggiatura. Mi è piaciuto.

  2. Per fortuna il presidente Obama ha rimediato a quell’immonda legge ”Don’t ask don’t tell” inventata dal gaudente Clinton, il quale ha rovinato la vita a migliaia di soldati gay e lesbiche per anni. Un plauso al regista, sceneggiatori e naturalmente agli attori che hanno realizzato il film. Una storia vera, fra molte altre, che sono state distrutte dal bigottismo presente pure in USA fino a pochissimo tempo fa. Per fortuna c’è il lieto fine (pensare che è una storia vera fa ancora più piacere per il finale!)

  3. Saula85

    il movie è bello e non annoia. Dramma e azione. La poderosa weber sfoggia combattimenti alla rambo e guardarla da dietro mentre cammina gli somiglia anche a rambo. La tematica omosessuale c’e’ ma quasi niente affusioni. Dialoghi sempre piacevoli

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