Man for a Day

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Man for a Day

Questo documentario divertente e provocatorio, segue l’esperienza di un gruppo di donne, che partecipa a Berlino al workshop “Man for a day”.
Si tratta di un laboratorio che Diane Torr aveva iniziato a New York nel 1990 come laboratorio di “Drag King” e che poi ha portato con successo in giro per il mondo.
In questo workshop le partecipanti possono avere l’esperienza di cosa vuol dire per un giorno di essere un uomo. Durante il corso vengono fornite risposte a domande quali: che cosa contraddistingue l’essere uomo ? Quanto c’è di naturale nel comportamento di un uomo ? E’ possibile interpretare ruoli diversi e crearsi un proprio spazio in cui uscire dalle caratteristiche maschili o femminili originali?
Nel corso della vita di tutti i giorni, è facile osservare come agli uomini siano permessi dei comportamenti che sarebbero considerati socialmente inaccettabili nelle donne. Inoltre in molti campi le donne sono trattate come meno abili degli uomini: ma basta che le stesse donne si ripresentino travestite da uomini per notare un profondo cambiamento di atteggiamento. Diane Torrs appare nel film anche come il suo alter ego, Danny King, un uomo molto pieno di sé, che mostra alle donne come un uomo possa, anche solo appoggiando il piede, prendere possesso di qualunque pezzo di terra gli capita di occupare. La Torr racconta di quando ha iniziato a girare per strada a piedi travestita da uomo: vedeva le donne farle spazio, come forse anche lei stessa senza volerlo faceva in passato verso gli uomini.
Nel laboratorio di Berlino il documentario osserva le donne di varie forme e personalità mentre cercano di inventare i loro particolari personaggi maschili, trascorrendo molto tempo a frugare tra i vestiti e inventando delle storie personali. Diane Torrs è generosa di consigli pratici su come si comportano gli uomini e ci insegna come tenere le mani, guardare la gente, parlare, sorridere, occupare lo spazio, camminare, mangiare, bere, raccogliere oggetti ecc.
Diane mostra anche come truccarsi, tagliarsi capelli, incollarsi i peli sul viso. Ogni partecipante deve anche procurarsi una benda larga elasticizzata per legare il seno e un pene finto (va bene anche un preservativo riempito con cotone). Dopo essersi allenate tra loro, le partecipanti fanno visita ad un luogo pubblico, come un bar, un ristorante, una sala da biliardo, una discoteca, dove si mettono alla prova le nuove identità.
Torr ritiene che l’esperienza fatta possa essere utile nella vita di tutti i giorni una volta ripreso l’abbigliamento normale. Ognuna delle partecipanti impara cosi ad andare oltre il suo normale modo di essere, espandendo il proprio repertorio di comportamenti.
Molte delle partecipanti al corso hanno avuto brutte esperienze con gli uomini, compresi abusi sessuali, violenza fisica e divorzi.
Le motivazioni delle partecipanti a questo corso sono le più diverse, da chi vuole rendere diverso il suo ruolo nella coppia con il/la partner; a chi è fa l’attrice e ha dovuto interpretare ruoli maschili, a chi pensa di diventare uomo in modo permanente o, il più delle volte, chi vuole solo divertirsi ed essere un po’ oltraggiosa.
Diane Torr, ha iniziato la sua carriera come ballerina e attrice, diventando nota a fine anni ’80 per le sue performance che utilizzavano il travestimento. Diane Torr è stata anche una delle protagoniste nel film di Gabriel Baur, Venus Boyz (2002). La regista tedesca Katarina Peters è un amica dell’artista da trenta anni ed ha accompagnato Diane Torr in uno dei suoi corsi a Berlino. (R. Mariella)

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