Ludwig

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… della sua sempre più franca e scatenata omosessualità, della sua abdicazione e del suo suicidio, curiosamente, diciamo, il film sembra far passare la follia dal personaggio di Ludwig alla società che lo circonda e alla quale Ludwig si contrappone. . .In altri termini nel film di Visconti, Ludwig acquista lentamente le sembianze malinconiche e sagge di un piccolo Amleto esteta e omosessuale alle prese con una società prima aristocratica e poi borghese, pazza, lei sì, di formalismo, di etichetta, di filisteismo, di perbenismo repressivo, di ipocrisia interessata e così via. . . Visconti ha avuto grande cura di fare dell’omosessualità di Ludwig soltanto un aspetto tra i tanti della sua inadattabilità e a questo si deve la sobrietà e delicatezza degli episodi amorosi. . . (Alberto Moravia, 1973). Un grande film che riscatta il personaggio storico, che fa della sua umanità la sua vera grandezza. Un film che ha liberato molti omosessuali italiani di quegli anni.

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8 commenti

  1. Ho rivisto questo film due sere fa con la mia ragazza che come me ama Visconti. Che dire il film e’ meraviglioso, dalle ambientazioni, alla regia, alle interpretazioni. Attori in stato di grazia, Helmut Berger bellissimo e bravissimo, in una sola parola: lui e’ Ludwig. Romi Schneider che da sempre adoro e’ di una sensualita’ estatica. Un capolavoro da riscoprire soprattutto se siete appassionati di quel tipo di atmosfere pregne di un estetismo decadente figlio di un’ Europa che non esiste piu’. A mio parere il miglior Visconti secondo solo a Morte A Venezia. Consigliatissimo!!!!

  2. thediamondwink

    Fu davvero follia? eccentricità, forse? la storia di Ludovico II di Baviera è davvero particolare, coinvolgente, che sino ad oggi conoscevo poco e questo film mi ha dato la possibilità di scoprire. Bellissima la frase: ”Voglio rimanere un eterno enigma, per me e per gli altri” … così è stato, almeno per quanto riguarda il vero stato della sua follia, se così fu. Un re che ha amato, che ha sofferto ed è stato contrastato per i suoi gusti sessuali, si, perché in quella Baviera tanto cattolica, sicuramente hanno inciso molto i suoi amori e stravaganze, ma è un re difficile da dimenticare. Helmut Berger è bellissimo, ma questo non basta a trasformarlo in ”attore”…recitazione forzata e, sicuramente, mediocre, in questa lunga, fin troppo lunga, pellicola di Visconti, ma che ho amato sin dall’inizio. Le ambientazioni romantiche, gli sfarzosi saloni e la perfetta regia, non possono che coinvolgere lo spettatore, in questa prestigiosa trasposizione biografica. Molto bello!!!

  3. Anch’io non ho mai apprezzato molto le doti recitative di Helmut Berger caro “istintosegreto” (direi anzi per niente) ma in questo film Luchino Visconti ha miracolato il suo amante. Helmut Berger “è” Ludwig. C’è stata un’immedesimazione dell’attore nel personaggio come solo può capitare a un attore plasmato da un grande regista a letto e sulla scena. Luigi II di Baviera è Helmut Berger come Blanche Dubois è Vivien Leigh. Amor Omnia Vincit dovremmo dire….fa recitare anche un cane…

  4. istintosegreto

    Hai fatto bene caro Pal39 a portare l’attenzione su LUDWIG. Per quanto mi riguarda, devo dire che la ricercatezza del più piccolo dettaglio si adatta molto bene ad un film in costume e ad un’ambientazione di alto livello (nobiltà bavarese in questo caso). Non pretendo mica che la principessa Sissi scenda dalla carrozza coi capelli in disordine, ruttando fragorosamente e proferendo parolacce in romanesco:) Purtroppo però io detesto l’attore protagonista. Proprio non lo digerisco. Opinione del tutto personale ovvio. Ho la mia piccola lista di attori che mi stanno sull’anima (Asia Argento è un’altra, tanto per citarne una a caso), che rovinano le pellicole a cui prendono parte. Eviterò di assegnare un voto poiché rischierei di essere cattivello con quello che molti, come te, ritengono un indiscusso capolavoro.

  5. [Segue] Eppure citando a caso , il bacio che Ludwig dà al suo staffiere nel palazzo deserto della Rosen See è semplicemente da antologia , credo faccia fremere oggi come quando è stato visto per la prima volta. Certo la perfezione dell’immagine ricercata in modo maniacale , tipico di Visconti , può alla lunga dare una sensazione di gelo ma il film complessivamente è un indiscusso capolavoro. Voto 9.

  6. Questo stupendo film dovrebbe essere , con Maurice , uno dei capolavori ambientati tra il XIX/XX secolo più amati del cinema a tematica gay. Stranamente invece non gode della stessa popolarità del film tratto da Foster , nel nostro mondo.
    Forse la lunghezza del film , forse una biografia è meno attraente di un romanzo , forse l’estrema raffinatezza dell’ambientazione , costumi , inquadrature danno a molti un’impressione di freddezza. Fatto sta che questo capolavoro incentrato sul re gay bavarese, la cui morte misteriosa ha fatto parlare il mondo intero e il cui personaggio è entrato nel mito, come film non è adeguatamente amato dai gay.

  7. Giuseppe81

    Un capolavoro, niente da dire!
    Ma cm è possibile ke un film del genere sia solo 100 nella classifica dei più amati!tra l’altro unico di Visconti!!!
    mentre c sn più alti in classifica film ke nn passeranno mai alla storia del cinema xkè semplicemente ca..te!!!

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Nel 1864, Ludwig Wittelsbach sale, non ancora ventenne, sul trono di Baviera. Generoso e romantico, il giovane re sogna il bene del suo paese e vorrebbe diffondere intorno a se l’amore dell’arte della pace dell’armonia universale. Si affida, dunque, fiduciosamente, a quanti lo circondano, ma costoro tradiscono la sua fiducia. La Baviera viene spinta in una guerra fallimentare che la lascerà esposta all’invadenza di Bismarck. I consiglieri più fidati gli dimostrano incomprensione o agiscono subdolamente contro di lui. Persino Wagner, di cui Ludwig è amico sincero e munifico, lo costringe con la sua avidità a togliergli amicizia e sovvenzioni. Gli è affezionata soltanto la bella cugina Elisabetta, moglie di Francesco Giuseppe Imperatore d’Austria. Il loro rapporto basato sull’affinità spirituale potrebbe sconfinare nell’amore. Ludwig, però è poco portato verso l’altro sesso ed Elisabetta per sottrarsi a una relazione che sarebbe soltanto platonica, cerca di facilitare il fidanzamento del cugino con la propria sorella Sophie. Ludwig però si sottrae al matrimonio e, mentre il fratello Otto, vittima di una malattia venerea ereditaria, impazzisce, egli si abbandona – ormai solo e disilluso – ai suoi istinti sessuali, fino allora validamente frenati. Uomo di Bismarck e capo di un complotto, il conte Von Holnstein riesce a far rinchiudere il re in uno dei suoi tanti castelli. Fingendosi rassegnato Ludwig propone a von Gudden, il medico che gli è stato imposto, di fare una passeggiata con lui. Li ritroveranno entrambi, più tardi, nelle acque di un lago. Quasi sicuramente il re si è dato la morte e ha voluto von Gudden con sé.

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