Lonely Child

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Lonely Child

Con l’imprimatur di Lars Von Trier, ecco il quarantunesimo film girato secondo le regole del dogma danese. Lonely child è l’opera prima di un promettente giovane canadese di cui sentiremo parlare: Pascal Robitaille. A metà strada tra la celebrazione del corpo adolecente à la Gus Van Sant e una curiosità esplorativa delle periferie che un pò ricorda Pasolini. Un piccolo gioiello di semplicità: cinema delle emozioni, pochi mezzi, tante idee. La rivelazione stilistica di questa edizione. La storia è semplice: William ha una piccola telecamera digitale, con la quale gira in continuazione. Registra la sua vita, ricordi apparentemente insignificanti, in una sorta di video diario. Innamorato del giovanissimo e sensuale Médéric, parte con lui per una gita al lago, per incontrarsi con altri amici. Uno sguardo intenso che va dritto al cuore. Una riflessione autentica sul vivere adolescenziale post-post moderno. Same generation of love. (Migay 2007)

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