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Il film inizia con una voce fuori campo che racconta la favola della volpe e la lepre. La volpe tenta di convincere l’ingenua lepre a seguirla nella foresta per giocare. La lepre commette l’errore di fidarsi. Cambio di scena: Johann e Robin, due ragazzi innamorati, intraprendono un viaggio in mezzo alla natura. Inizialmente le giornate trascorrono tra bagni di sole e lente pedalate in un clima giocoso. Quando poi si addentrano nelle foreste di Brandenburg, le loro biciclette spariscono inspiegabilmente. Dopo una lunga camminata, essi arrivano ad una vecchia fattoria in cui abitano una donna e suo figlio adolescente. Guadagnatisi la fiducia dei padroni di casa, i due vengono ospitati nella fattoria. Per qualche giorno si divertono e stringono amicizia col figlio della padrona di casa, ma quando quest’amicizia rischia di mettere in crisi la coppia, ecco che i ragazzi ripartono. Tornati nella foresta, essi mettono in atto alcuni giochi a sfondo sadomaso, durante i quali pare di capire che un personaggio è la lepre e l’altro la volpe del prologo. Il finale però mette in discussione i ruoli dei protagonisti e lo stesso viaggio. La vicenda ha l’aria di una fiaba dei fratelli Grimm contaminata da Stephen King. La storia d’amore viene presentata in modo ambiguo: a tratti innocente come una qualsiasi storia adolescenziale, a tratti violenta e allucinata come il prodotto di una mente malata. O forse… di due menti malate… (IstintoSegreto)

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2 commenti

  1. Ho visto il film con i sottotitoli in spagnolo..credo di aver capito tutto, ma la fine del film non l’ho capita.
    Qualcuno saprebbe farlo?
    Cioe’ dentro la tenda cosa si muove? Visto che l’amico lo aggredisce alle spalle. Quando e’ nella clinica ( cosi sembra), sta’ dando spiegazioni? e si vedono persone dietro una vetrata..che succede?
    Il film e’ molto bello.

  2. istintosegreto

    Ammetto di essere un amante della tematica del viaggio. Specialmente se si tratta del tipico viaggio con zaino e sacco a pelo. Ho trovato quindi gradevole la visione di questo film, anche se l’aggiunta della componente misteriosa, a mio parere, risulta forzata. è come se l’ideatore della sceneggiatura avesse voluto aggiungere un tocco metafisico per sembrare originale.

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Due giovani uomini, Johann e Robin, decidono di fare una gita in campagna. Più si addentrano nelle foreste di Brandenburg, più strana e particolare si rivela l’avventura. Biciclette che scompaiono, mappe che si rivelano inutili – ed entrambi conoscono un nuovo e sconosciuto lato del proprio carattere e di quello dell’altro. Johann e Robin prendono la situazione come se fosse una competizione sportiva, una sfida. Si lasciano semplicemente andare e seguono il corso degli eventi. Dopo diversi giorni fatti di lunghe camminate, i due giovani arrivano ad una vecchia fattoria in cui abitano una donna e suo figlio adolescente. Gli uomini ricevono un sorprendente caldo benvenuto e cominciano presto a condividere la routine quotidiana della famiglia e i loro segreti. Per un po’ si divertono fra passeggiate e racconti, flirt e giochi – finchè un giorno i due nuovi amici, ormai in confidenza, si avvicinano troppo. Johann e Robin vengono così sbattuti fuori per tornare in un mondo troppo grande. Il film parla della storia di un viaggio intrapreso da due uomini, che viaggiano leggeri, alla ricerca della verità che sta dietro la facciata, di momenti magici nella campagna quasi fatata, e di una naturale relazione omosessuale lontano dalla “folla inferocita” tipica di un ambiente di città. (Berlinale 2009, tr. G.B.)

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