Libera

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“Libera” è il primo lungometraggio di Pappi Corsicato che è considerate l’Almodovar italiano: nel 1990 infatti Corsicato era stato assistente del maestro Almodovar nelle riprese del film “Legami” e nel 1991 aveva realizzato il cortometraggio “Libera” con Iaia Forte, che poi è diventato uno dei tre episodi di questo lungometraggio presentato al Festival di Berlino nel 1993. Il film ha vinto il Nastro d’Argento come migliore opera prima. I protagonisti della Napoli che Corsicato ci propone in questi tre episodi sono mogli annoiate, transessuali, prostitute, tossicodipenti, preti gay ed una donna che si riscatta dai tradimenti del marito prima filmandoli e poi vendendone le videocassette nella sua edicola: provando a sommare questi elementi (colore, personaggi anomali ed ambigui, una periferia) inevitabilmente penseremo al primo Almodovar di “Che Cosa ho fatto io per meritare questo”, de “L’indiscreto fascino del peccato”, di “Legami” ed infine quello di “La legge del desiderio”. Effettivamente Corsicato ci regala delle citazioni e dei rimandi a questi film, ovviamente in salsa napoletana (una citazione su tutte: improvvisamente si vede, riflessa intenzionalmente in uno specchio la troupe del film analogamente a “Che cosa ho fatto io…”).
Il film è divertente se non altro per le sue trovate: nel primo episodio ci ritroviamo un grande Enzo Moscato (Mater Natura, I Vesuviani) nei panni di un prete di mastelloniana memoria che nel mezzo della messa da un’interpretazione alquanto inusuale di “Angelo Negro”; nel secondo episodio (“Carmela”) il protagonista, un transessuale che cresce un figlio nato nella sua “precedente vita”, sembra quasi un preludio alle trovate del maestro Almodovar in “Tutto su mia madre”.
Comico e tragico, graffiante e irrispettoso. Pieno di tante contraddizioni con un unico denominatore: il grottesco. (Franc.)

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Primo episodio: AURORA.
A Napoli in un lussuoso appartamento delle Torri, vive Aurora, moglie trascurata del ricco Sandro, sposato solo per interesse, il quale la tradisce continuamente. Ma nel vecchio quartiere dove è nata tutti pensano che Aurora abbia fatto un ottimo matrimonio. Chiamati degli operai per riparare un danno in casa, Aurora riconosce in uno di essi il suo antico innamorato, Pistoletta, il quale l’assedia subito con una corte insistente. La donna rifiuta, e presto scopre che Sandro è fuggito all’estero, estinguendo tutti i depositi bancari, perché è un noto lestofante. Rimasta senza denaro, Aurora trova l’appartamento completamente svuotato e si precipita alla ricerca di Pistoletta la cui sorella Sisina dopo averla scacciata, esorta il fratello a vendere presto i molti oggetti di valore che sono stati trafugati dall’appartamento di Aurora, la quale intanto vaga sola e piangente nella notte.
Secondo episodio: CARMELA.
Il giovanissimo Sebastiano, appena uscito dal riformatorio, torna dalla madre Carmela, che lo accoglie affettuosamente, ma non vuol parlargli del padre, né mostrargli una sua fotografia, perché le ha distrutte tutte: era un marittimo traditore. Successivamente Sebastiano resta affascinato da Vincenzo, un giovanotto, che vende sigarette nella zona e inizia con lui un rapporto amoroso. Trovata, poi, una vecchia foto, che lo ritrae con i genitori, scopre che Carmela è in realtà suo padre trasformatosi in donna dopo la morte della moglie.
Terzo episodio: LIBERA
Nel popolare quartiere di Secondigliano, Libera, innamorata della moglie del fannullone Tanino, lavora tutto il giorno all’edicola dei giornali, e poi in casa, nelle faccende domestiche, mentre il marito si dice malato, e non fa niente. La donna sospetta che lo tradisca, e ne ha le prove per mezzo di una telecamera, che filma ciò che Tanino fa a letto, durante la sua assenza. La videocassetta del film, prova dell’adulterio, viene però venduta per errore dal commesso dell’edicola ad un cliente pornomane, il quale ne rimane entusiasta, e chied e altre cassette della stessa serie, che è disposto a pagare ad alto prezzo. Libera decide allora di far soldi sfruttando i tradimenti del marito.

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RECENSIONI

Con una rappresentazione che, senza tradire le sostanze di “napoletanità” e soprattutto senza distrarsi da serie tematiche sociali come droga, prostituzione e lotta di sopravvivenza, mantiene una certa coerenza di stile fra le parti facendo convivere dramma e melodramma, satira e sceneggiata, beffa acida e folklore in abili congegni narrativi cui spesso l’assurdo e il surreale (si pensa spesso anche a Pedro Almodovar) lasciano un segno preciso e in qualche modo distintivo.
( Claudio Trionfera – Il Tempo)

Nella plumbea noia della berlinale di quest’anno, è a Pappi Corsicato, trentadue anni, da Napoli, nome vero Pasquale, che i cronisti delle cose cinematografiche sono stati debitori della consolazione di un’ora e mezza di divertimento e di curiosità a sorpresa. Libera, come molte delle cose più interessanti di Berlino presentato nel programma del forum, rappresenta senza dubbio una promessa uno sguardo originale e stravagante che nella migliore delle ipotesi, se cioè Corsicato crescesse bene, potrebbe farne il nostro Almodovar (e del grande Pedro si sa che Corsicato è stato assistente per Legami!) .
( Irene Bignardi – La Repubblica)

3 storie, 3 ritratti di donne napoletane, 3 ambienti sociali (borghesia, piccola borghesia, proletariato). 1) “Aurora”: borghese, arricchitasi col matrimonio, è abbandonata dal marito; si ripresenta un suo ex soltanto per toglierle gli averi. 2) “Carmela”: giovanotto scopre, insieme, la propria omosessualità e la vera identità di sua madre, un padre da sempre travestito. 3) “Libera”: una edicolante con un marito adultero filma di nascosto i suoi congressi carnali e li vende in pornocassette. Lo sfondo è una Napoli moderna e degradata; il tono grottesco con improvvisi cambi di marcia; attori napoletani bravissimi tra cui spicca la Forte, eccellente promiscua amata dalla cinepresa. Delle 3 storie “Aurora” è la più forte, ma le manca qualcosa; “Carmela” la più sorprendente e inquietante; “Libera” la più riuscita e divertente, ma anche la più facile. Opera prima a basso costo di P. Corsicato. (Il Morandini)

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