Let My People Go!

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Let My People Go!

Ruben (Nicolas Maury), giudeo, omosessuale, metà francese, metà finlandese, figlio indegno, fratello sgarbato, amante deludente, ladro involontario, improbabile assassino… lui stesso non sà cosa sia esattamente. Vive a Oulu, in Finlandia, fa il postino e ha un adorabile ragazzo finlandese, Teemu. La sua famiglia ebraica, vive a Parigi e non sa nulla della sua vita sentimentale. Un giorno gli capita di consegnare un pacco ad un certo Tiilikainen che lo rifiuta. Il pacco contiene dei soldi e Ruben si trova in una situazione imbarazzante. Alla fine decide di scappare a Parigi dalla sua famiglia (Carmen Maura tra loro)…
Il film, sceneggiato da Christophe Honoré (Les chansons d’amour, Homme au bain) insieme al regista 28enne Mikael Buch alla sua prima opera, si presenta come come una piacevole e bizzarra farsa sul solito dilemma tra seguire il proprio cuore o quello che la famiglia si attende da te. La Francia è presentata come un paese freddo e un po’ meschino, mentre la Finlandia, all’opposto, appare come un paradiso di bellezze naturali dove la gente sorride, vive in colorate villette, e pratica un sesso (gay) spensierato in mezzo a boschi innevati. Il regista ha commentato il film spiegando che il rapporto che il protagonista ha con la Finlandia è come quello che lui ha provato da ragazzo verso il cinema: la gioia di vivere dentro un altro mondo per fuggire da una realtà che non è terribile ma assolutamente inadatta alle sue aspettative. L’ispirazione per il protagonista gay del film, dice Ruben, viene direttamente dal film ‘Amici complici amanti’ di Paul Bogart, che sia lui che l’attore hanno ripetutamente guardato, dove l’omosessualità è considerata in modo del tutto naturale. Ma i suoi maestri sono Allen, Almodovar e Anderson: Allen per il suo approccio ludico alla cultura ebraica, Almodovar per l’aspetto disinibito e la forza visuale del suo cinema, e Anderson per il suo rapporto con l’infanzia e una immaginazione moderna e antica allo stesso tempo. La scelta della Finlandia è stata un omaggio indiretto al cinema di Aki Kaurismaki.

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https://youtube.com/watch?v=RRhOeWbstbE

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