Landscape No.2

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Landscape No.2

La storia inizia con una rapina a casa di un vecchio generale dell’armata titina. Per caso viene trafugato un documento storico sull’omicidio dei presunti traditori dopo la seconda guerra mondiale. Un triller che si snoda sul tema del tradimento politico, storico, affettivo e persino sessuale.
“I personaggi, come in un noir, sono coinvolti in avvenimenti che non comprendono e non si rendono conto di essere delle prede. In questo senso Pokrajina Št. 2 diventa un film corale, drammaticamente corale. È il peso del passato, ma è anche il non comprendere il gioco della storia condotto dietro le quinte e che sta al di sopra delle loro (nostre) vite e che su queste e contro queste si gioca. È il prezzo questo per avere risvegliato, senza la necessaria memoria dei fatti, i feroci fantasmi che volevano essere dimenticati. Veglia sul film, un’inquieta ombra, un vento di morte che già dalla sequenza iniziale, solo intuita per lo spettatore, costituisce lo scenario, lo sfondo, il paesaggio entro il cui perimetro si giocherà questa tragica partita tra passato e presente. Möderndorfer sa smorzare e raffreddare questa cupezza di fondo affidando al suo sventato protagonista un ruolo di mediatore narrativo e le sue vicende amorose sembra che abbiano proprio questo scopo, per quanto, in fondo egli resta sempre un inconsapevole strumento della storia. Quando la sua mente sarà occupata dal pensiero pervasivo del sesso con la sua provocante amante Jasna, alle sue spalle scorrerà una lunga scia di sangue che unisce il passato al presente, la sua vita con quella dei martiri di tutte le stragi…” (Tonino De Pace, Sentieriselvaggi.it)

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“Attraverso un noir senza esclusione di colpi con spruzzate splatter e di eros da antologia, il film si fa metafora di una storia che nella ex Jugoslavia si ripete tragicamente e grottescamente da troppo tempo”. (Boris Sollazzo, ‘Il Sole 24 ore’, 29 agosto 2008)

“Evento: le foibe slovene – dove finirono assassinati ‘domobranzi’ (guardie bianche) e altri anticomunisti di varie origini nel maggio 1945 – appaiono in un dignitoso film della Mostra, una coproduzione sloveno-serba. Evento nell’evento: non solo gli assassini di ieri, ma anche quelli di oggi – per tenere coperti i responsabili di ieri (…) sono comunisti! Succede in una sorta di rifacimento, ma d’orientamento opposto, dei ‘Fiumi di porpora’. Il film è ‘Landscape N°2’ di Vinko Möderndorfer”. (Maurizio Cabona, ‘Il Giornale’, 29 agosto 2008)

“E se avessimo trovato l’ottima risposta slovena a ‘Non è un paese per vecchi’? Tanti punti di contatto tra il capolavoro da Oscar dei fratelli Coen e ‘Landscape n.2’ (‘Paesaggio n.2’) di Vinko Möderndorfer: (…) L’Agente è la Storia. Di mezzo c’è anche la Polizia, che brancola nel buio. Quando i due si incontreranno dopo un magistrale climax drammatico costellato di cadaveri, Sergej gli urlerà: ‘Ma lo sai quando sono nato? Io non c’entro niente!’ Magari ce ne fossero così in Concorso”. (Francesco Alò, ‘Il Messaggero’, 1 settembre 2008)

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