Le Lacrime amare di Petra von Kant

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Le Lacrime amare di Petra von Kant

Quando la giovane Katrin entra nella sua vita, la stilista Petra se ne innamora e le promette una carriera. Katrin la lascia. Il giorno del suo compleanno, Petra confessa ai presenti il suo sentimento per Katrin, rendendosi improvvisamente conto di aver provato, più che amore, un desiderio di possesso.

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8 commenti

  1. Doralei

    Film iscritto fra le pagine piu’ belle del Cinema Europeo del Secondo Novecento. Fassbinder controverso artista ed intellettuale ci regala un’ opera unica nel suo genere. La storia di Petra e’ quella di una donna alla costante ricerca del successo e della gratificazione materiale, delusa dagli uomini e votata alla sconfitta affettiva, tentera’ la strada dell’ amore. Un personaggio tragico quello di Petra che pur nelle sue elucubrazioni mentali, nei suoi snervanti monologhi, nella sua ricerca di senso rimane maledettamente attuale. Il film detiene una struttura teatrale (tipico elemento in molti films Fassbinderiani) dall’ incedere cauto, che si avvale della forza magnetica sprigionata dai volti delle attrici, ognuna piu’ in stato di grazia dell’ altra. Ogni ruolo e’ magistralmente interpretato e compone il microcosmo di relazioni che supportano la vita della protagonista: dall’ ingenua e premurosa Sidonie, amica e confidente dalle poche aperture mentali, all’ egoista ed infantile madre che assieme alla nipote, nonche’ figlia di Petra, fara’ la sua comparsa nella scena del compleanno. Marlene la factotum che vive con Petra appare abitata da un amore silenzioso, arrivando a disegnare il ritratto di una donna masochista, votata al sacrificio e al servilismo e che riservera’ agli spettatori una sorpresa finale. Karin, la donna di cui Petra e’ innamorata rappresenta l’ ideale agognato ma che al contrario di cio’ che Petra desidererebbe si rivelera’ calcolatrice e priva di scrupoli. Un film che non risparmia la tematica cara al regista ovvero la matrice sadomasochistica alla base dei rapporti umani, l’ incomunicabilita’ nel contesto amicale e famigliare, la ricerca di appagamento esistenziale, il conflitto fra classi sociali (che nell’ interazione fra Karin e Petra emerge spietato). Un melo’ da camera, sgargiante nei colori, sostenuto nei dialoghi e intenso per le inquadrature. Consigliato solo a chi ama un cinema antispettacolare ed intimista.

  2. Con Fassbinder non si guarda Cinema, ma si entra in un Teatro, quell’uomo ha avuto il dono di riuscire attraverso la sua Arte di trasportarci in Universi Umani che Sono Desideri, Sono Luoghi, sono Anni, Sono Storia, Sono Vite, che inali che mangi, che ti attraversano con la loro nuda, autentica forza di abbandono. Non mi spreco ad aggiungere altro!!!!! Visto il primo commento da protozoo di uno che molto probabilmente si merita Ozpetek ( e non è un complimento). Il mio essere lesbica è stato più omaggiato da Fassbinder che da qualsivoglia registucolo o registucola partorisci stronzate in circolazione. Guardate Von Kant, vi fa bene alla salute!!!

  3. Capolavoro fassbinderiano per antonomasia, Le lacrime amare di Petra von Kant può essere considerato a pieno titolo la summa della poetica e della visione della vita dell’enfant terrible del Nuovo cinema tedesco. Impostazione teatraleggiante, massima cura della scenografia portata quasi all’esasperazione , eccesso di cromatismo, interpretazione innaturale. Tutto concorre all’obiettivo perseguito dal regista di estraniare lo spettatore, non facendolo sentire parte della rappresentazione ma isolandolo per raggiungere un punto di vista il più possibile oggettivo di fronte al (melò)dramma che ha per protagonista l’indimenticabile Petra, resa immortale dal volto e dalle sembianze altere e diafane di una meravigliosa Margit Carstensen. Sadomasochismo psicologico, rapporti di insubordinazione al dio denaro, ingratitudine e solitudine. Grande cinema.

  4. Anche qui, come Querelle de brest, è presente uno dei temi ricorrenti di Fassbinder, il sadomasochismo psicologico, il possesso.. La metafora servo padrone è ben chiara.. E’ un film molto teatrale.. L’ho visto pure a teatro qualche anno fa, ma devo dire che il film mi è piaciuto di più.. Consigliatissimo a chi ama questo genere di film…

  5. il film non l’ho visto ma sono andata a teatro a vedere le lacrime amare del regista latella. è molto bello ve lo consiglio. molto particolare comunque è piaciuto al 90 % della gente presente

  6. Francesco

    Il film fa semplicemente cagare, è noioso ma non è una novità per questo regista che, spaccaiando i propri lavori del cazzo per film d’autore, realizza dei polpettoni pieni di merda, pallosi e inguardabili.

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