Jack Smith and the Destruction of Atlantis

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Jack Smith and the Destruction of Atlantis

Jack Smith, probabilmente l’artista statunitense più importante degli ultimi cinquanta anni, viene celebrato come il padrino della performance artistica, come un fotografo eccezionale e come il William Blake del cinema. I suoi ideali utopici, i processi artistici e i preziosi capolavori hanno influenzato ogni generazione dopo di lui e hanno lasciato il segno su mostri sacri dell’arte contemporanea come Andy Warhol, Federico Fellini e Matthew Barney. Mary Jordan affianca rari e inediti film e fotografie di Smith con registrazioni audio e apparizioni cinematografiche tratte dagli archivi dello stesso. (Togay 2007)

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Jack Smith è stato senza dubbio uno dei più importanti artisti contemporanei, l’anti-eroe americano per eccellenza, il re del’underground. Le sue opere hanno avuto un’influenza decisiva sulla produzione dei maggiori protagonisti dell’arte di oggi, da Andy Warhol a Matthew Barney fino a Federico Fellini. In questo documentario la regista Mary Jordan alterna film e fotografie inedite di Jack Smith a rarissime registrazioni audio, pièce teatrali e altri reperti d’annata. L’autrice, inoltre, affianca al materiale di repertorio interviste ai nemici giurati di Smith (i critici “ufficiali” dell’art scene americana) e, per contro, le dichiarazioni rilasciate dai suoi amici più cari: lo sceneggiatore/commediografo Ronald Tavel, il critico del New York Observer Andrei Sarris, lo straordinario travestito Mario Montez e il cineasta Ken Jacobs.
Non mancano le dichiarazioni dello stesso Smith, che offre punti di vista controversi sul capitalismo, i critici e i “guardiani” dell’arte istituzionalizzata. Il documentario, inoltre, sottolinea i legami con la produzione di Andy Warhol, che utilizzò idee e attori di Smith per le sue opere, il disprezzo per John Mekas, uno dei pionieri del New American Cinema, e aspetti inediti e mai documentati in passato della biografia dell’artista americano. (Gender Bender 2007)

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