Jack and Diane

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Jack and Diane

Jack e Diane, due ragazze adolescenti, s’incontrano a New York e trascorrono la notte baciandosi appassionatamente. L’innocente fascino di Diane inizia presto ad aprire il coriaceo cuore di Jack. Ma quando Jack scopre che Diane lascerà il paese tra una settimana, cerca in tutti i modi di allontanarsi da lei. Diane, disperata, cerca di tenere vivo il loro amore, nascondendo il segreto che questo suo nuovo desiderio sessuale le procura … Il regista Gray ha detto che il suo obiettivo è stato quello di “studiare attentamente cosa succede quando due giovani persone s’innamorano per la prima volta. Voglio mostrare quest’amore attraverso l’analisi dei caratteri delle protagoniste… Dice il regista: “Quando Diane scopre il suo amore è subito disperata dall’idea che non possa essere ricambiato e non riesce a trovare le parole per dire come si sente. La sua testa impazzisce, entra nel panico e si trasforma in una terrificante e violenta creatura. Questa creatura, sebbene grottesca, diventa per Diane l’unico modo per dire: Ti amo così tanto che vorrei mangiarti per averti dentro di me per sempre… In realtà questo non è un film horror, anche se è cruento. C’è un risveglio dei sensi, poi una perdita di controllo, proprio da parte del personaggio apparentemente più naif e fragile, Diane. Non c’è un ‘mostro’ che viene dall’esterno: la creatura è ciò che siamo, una rappresentazione dell’amore”. Film presentato in anteprima al Tribeca Film Festival e in concorso al Festival di Locarno 2012.

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3 commenti

  1. Questo film fa schifo, uno splatter psichedelico senza senso. Il regista era fumato probabilmente. Molti buchi nella sceneggiatura ed errori grossolani di montaggio. Il demone dell’adolescenza? Ma per favore! Il demone dell’omosessualità? Ancor peggio! E poi, che senso hanno tutti quei richiami alle funzioni corporali e ai suoi fluidi variamente intesi?

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trailer: Jack and Diane

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Jack and Diane, two teenage girls, meet in New York City and spend the night kissing ferociously. Diane’s charming innocence quickly begins to open Jack’s tough skinned heart. But, when Jack discovers that Diane is leaving the country in a week she tries to push her away. Diane must struggle to keep their love alive while hiding the secret that her newly awakened sexual desire is giving her werewolf-like visions.

CRITICA:

Locarno – Con “Jack and Diane”, una romantica storia di due ragazzine adolescenti che si innamorano, si avvicinano e si allontanano, si desiderano follemente ma sono ancora nell’età dei bisticci sentimentali, il Festival del cinema di Locarno apre la tematica gay fra donne con tutti i risvolti e le polemiche che si porta dietro riguardo accettazione di sé e accettazione da parte della società-mondo.
Il regista del film, in gara nel Concorso internazionale, lo statunitense Bradley Rust Gray, confeziona una pellicola sentimentale e dolce che affronta però in maniera anche disinibita l’amore in fiore fra due apparentemente minorenni.
La location è New York, il periodo sembra quello degli anni fra i Settanta e gli Ottanta: Diane, bionda ed esile, va un paio di settimane dalla zia prima di dover partire per Parigi a studiare moda. Per caso, la perdita dei documenti, conosce Jack, lesbica dichiarata, che invece è una “ragazzaccia” mascolina che va in skateboard. Ne nasce un’immediata attrazione anche se Diane è alla ricerca di se stessa per definire la sua identità sessuale.
Scoppia l’amore fra notti passate a baciarsi appassionatamente ma la partenza di Diane sconvolge Jack.
Questa la storia, per sommi capi e senza svelare il finale per un film romantico che ha anche una “guest star” d’eccezione. Cameo, infatti, per la cantante Kylie Minogue nelle vesti di una tatuaggiatrice gay. (Il Secolo XIX)

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Jack and Diane (come la celebre canzone degli anni ’80 di John Mellencamp) – è ambientato a New York e diretto da Bradley Rust Gray (Salt, 2003, The Exploding Girl, 2009). Segue la storia d’amore tra due teenager, Diane (Juno Temple – Killer Joe, Il cavaliere oscuro – Il ritorno, Little Birds, Lovelace, una giovane attrice in ascesa costante, già assoldata per una decina di nuovi film) più dolce e ingenua, e Jack (Riley Keough – The Runaways, il nuovo di Soderbergh Magic Mike – sempre nel cartellone di Locarno 65 – e Kiss of the Damned di Xan Cassavetes, nella Settimana della Critica a Venezia 69) dalla personalità più forte. Tra le due si instaura un rapporto intenso ma anche minaccioso, in cui la mutazione fisica e psicologica, fino a una forma di licantropia, si fa metafora della forza anche distruttiva del primo amore. La creatura che nasce nel film non è esattamente un lupo mannaro, ma qualcosa di molto più inquietante e ambiguo: “In realtà questo non è un film horror, anche se è cruento” precisa il regista. “C’è un risveglio dei sensi, poi una perdita di controllo, proprio da parte del personaggio apparentemente più naif e fragile, Diane. Non c’è un ‘mostro’ che viene dall’esterno: la creatura è ciò che siamo, una rappresentazione dell’amore”.
Nel cast anche Kylie Minogue (Holy Motors) che compare in un cameo nel ruolo di una tatuatrice, Dane DeHaan (Lawless, The Place Beyond the Pines, Devil’s Knot) Cara Seymour (An Education) Leo Fizpatrick (Storytelling) Haviland Morris (Joshua) e Jena Malone (Sucker Punch). La fotografia è di Anne Misawa, mentre la compagna di Gray, So Yong Kim (e a sua volta regista – In Between Days, Treeless Mountain, For Ellen) si è occupata delle scenografie.
Il progetto ha avuto una lunga e faticosa gestazione, durata anni per recuperare i finanziamenti necessari, e le due attrici protagoniste sono intervenute a sostituire Ellen Page e Olivia Thirbly.
Dopo la partecipazione al Locarno Film Festival, Jack and Diane sarà diffuso con la formula on demand dal 28 settembre e uscirà nelle sale USA il 2 novembre 2012. (Sentieri selvaggi)

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Sono bastati un paio di film a stelle e strisce, in concorso, per ritrovare gusto e piacere di cinema. Il primo è Jack and Diane, che rievoca il titolo di una vecchia canzone che però non c’entra perché il brano narrativamente dominante è Only You dei britannici Flying Pickets. La storia che racconta Bradley Rust Gray è di quelle semplici, condita con qualche spezia che la insaporisce. Diane è una ragazzina che sta a casa della zia, a New York. È arrivata lì perché la gemella Karen temeva di tarparle le ali e ha preferito che si separassero per cercare ognuno la propria strada. Così si trova nella Grande Mela, in attesa di partire per la Francia a studiare da stilista, quando incontra Jack, nome maschile nonostante si tratti di una ragazza, per quanto piuttosto androgina. Diane non sa molto di sesso, ma Jack le piace e sono momenti di passione, che si manifestano con sogni licantropici e voglia di divorare la partner. L’escamotage mostruoso e tricofiliaco serve per dare una sterzata a queste effusioni lesbogiovanili, mentre il sangue esce copioso dal naso per ogni sussulto emotivo. Cinema indipendente che si regge sulla prova superlativa delle due giovani interpreti già fagocitate da Hollywood, Juno Temple (figlia del regista inglese Julien, la troveremo anche nel nuovo Batman) è una Diane smarrita dagli abiti magnificamente grotteschi, Riley Keough (nipote di Elvis Presley, sta attualmente girando il remake di Mad Max) è la partner più sgamata che si concede anche un incontro erotico con Kyle Minogue in versione lesbotatuatrice. Ne sentiremo parlare ancora. (A. Catacchio, Il Manifesto)

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